venerdì 20 giugno 2008

Dalmen De Profundis

Ultime nuove, sono a Dalmen, a casa, fine del giro. Devo dire che e' una sensazione molto bella, la mia famiglia mi da un piacevole senso di protezione, e miei nipotini sono un vero spettacolo. Volevo salutare tutti quelli che hanno accompagnato, sbirciato, sfogliato questo piccolo diario di viaggio, che lasciamo li', a naufragare nel mare telematico. Quello che mi serve del viaggio credo di essermelo gia' preso, sarebbe bello che anche qualcunaltro avesse preso qualcosa che gli serve, quantomeno sapere che si puo', basta solo volerlo...

mercoledì 11 giugno 2008

Lima

Deserto,ecco quello che mancava al puzzle,km e km di deserto, prima Nazca, dove 2000 anni fa la civista omonima si e' divertita a disegnare figure giagantesche, le linee di Nazca, visibili solo dall'alto ed infatti le si vede dall'aereo. Gia' non adoro volare, ma se devo salire su un cesna 4 posti, con il pilota che per permettere di fotografare ai passeggeri di destra e poi a quelli di sinistra si mette a 90 gradi rispetto al suolo,lascia lacloche per indicare le figure...beh,diciamo che per sentirmi sollevato ho dovuto aspettare l'atterraggio! E le foto sono una schifezza, non credo di averne centrata una. Meglio quelle al cimitero di Chauchillas. I Nazca mummificavano i loro morti, poi li avvolgevano con teli di cotone all'interno dei queli ponevano oro. Nelle tombe venivano posti vasellame e utensili che sarebberro stati utili nella vita futura.Per questo motivo i campesiños della zona aprono le tombe per rubare questi preziosi cimeli e venderli ai turisti.
Dopo Nazca decido di passare la notte nell'oasi di Huacachina, dune di sabbia finisssima, mi faccio coinvolgere in una spedizione di Sand boarding, ma gli attacchi sono troppo piccoli e mi si aprono dopo tre metri, in ogni caso,molto meglio la neve,comunque il tramonto nel deserto,valeva la pena,eccome. L'indomani mi sposto sulla costa, finalmente vedo il Pacifico, che oggi e' una macchia d'olio. Il motoscafo ci porta alle isole ballestas, che qui chiamano le galapagos dei poveri. Saranno anche dei poveri, ma a me sono sembrate davvero ricche: pinguini, pèllicani, leoni marini. Poi si torna sulla Panamericana, di nuovo deserto, ma non cosi pittoresco,stavolta: baracche in mezzo al nulla, cielo plumbeo come la sabbia e man mano che ci si avvicina a Lima aumenta la densita' delle case. Mi scopro un po triste, ormai e' questione di ore, e' come se me ne rendessi conto solo ora, mi costera' lasciare questo continente. Lima? Che dire...una grande citta'! Almeno l'hostal mi pareva carino, 2 ospiti in totale, atmosfera familiare, almeno fino a 10 minuti fa quando e' sopraggiunto un gruppo di israeliani. Non li sopporto piu' gli israeliani, sono un incubo davvero dei gran rompicoglioni!

sabato 7 giugno 2008

Colca Wunderbrau!!!

Menomale che c'e' il canyon del Colca!! Davvero! La cosa meravigliosa e' che nonostante l'approssimarsi della data di rientro si possono ancora sovvertire i piani. Infatti pensavo di starci una notte e in vece ne ho passate quattro. E che quando mi sono visto la valle davanti agli occhi ho deciso di fare il giro completo, sfruttando la mia mappa super dettagliat (vedi foto). E poi e' colpa di que due sfattoni alemanni di Gerard e Robert! Gerard ha 51 anni e quando avro' la sua eta' voglio essere pazzo come lui mentre Robert ha una risata veramente contagiosa. Me li sono trovati alla Cruz del Condor, un posto da brividi, a 3700 metri da dove si vede il fiume Colca, 1200 mt piu' in basso. A un certo punto, ero solo e stavo guardando per terra, ho visto un'ombra enorme incrociare la mia, alzo gli occhi e mi vedo sto immenso volatile volare a 7 metri non di piu' sopra la mia testa, faccio fatica a dire cosa ho provato, un misto tra paura, ammirazione e gioia improvvisa...Il volo del condor e' uno spettacolo di un'eleganza e maestosita' unica, si fa portare dalle correnti della valle senza un battito d'ali, ed e' impressionante con quale non curanza plana a pochi metri dalle persone, muovendo la testa a destra e a sinistra cercando cibo con la sua vista portentosa.E poi sono arrivati i tedeschi, un po rozzi, con un accento davvero da stereotipo, sembravano presi da un fumetto di Sturmstruppen! Davvero incredibili, basta davvero una candela accesa sopra un tavolo per fare una serata. L'altra sera mi sono ritrovato a cantare le canzoni popolari della Franconia " Zum heilgen Veil fon Staffelstein bin ich emporgestiegen...."abbiamo fatto tutto il trekking insieme, divertito un mondo, l'unico problema e' che quando arriva il conto dell'hostal la meta' (non esagero) va in birra.In realta' ce n'era un'altro di problema, dovuto alla propensione dei teutonici all'utilizzo delle armi non convenzionali, roba che solo mio cugino Luca, celebre brevettatore della "renza a chiappa nuda", avrebbe potuto fargli fronte!

domenica 1 giugno 2008

Arequipa

Devo dire la verita', Cuzco e' una citta' molto bella, davvero, ma sono stato contento di spostarmi. Arequipa e' piu' tranquilla, a misura d'uomo, cammini per strada senza che nessuno ti chieda se vuoi andare in questo o quell'altro pub o ristorante, se vuoi un ¨originale¨ reperto Tihuanaco o una foto con il sosia di Tupac Amaru. Sara' che qui i tetti sono bassi e si vede il cielo, sara' che mi piace lo stile coloniale, sara' senz'altro che fa piu caldo che a Cuzco, fattosta' che appena sono arrivato mi sono sentito un'altra persona. Dietro il consiglio di Andrew ho visitato il Monastero di Santa Catalina, grazie Andrea. A proposito, Andrew e' di Cleveland e l'ho conosciuto sul bus Copacabana Cuzco. Parla cinque lingue, tra cui l'italiano perche' ah vissuto anni a Roma, conosce i vini italiani molto meglio di me, abbiamo passato delle ore a parlare di cucina (devo dire che inizia a mancarmi, la cucina italiana, il mio regno per un piatto di lasagne). Lavora a La Paz, dove insegna ingelese in un'associazione per le ragazze di strada. Ciao Andrew, spero di vederti ancora, chissa magari in Italia. Dopodomani parto per il canyon del Colca, il piu' profondo del mondo, due o tre giorni di hiking.

venerdì 30 maggio 2008

Auguri Biancaaa

Oggi la mia adorata nipotina compie il suo primo anno, se volete partecipare alla festa siete in ritardo, non so per quali ¨contingenze¨ hanno dexciso di farla un mesetto fa, gia che c'erano potrevamo farla a febbraio, cosi' festeggiavo anche io. Cara Bianca, che strano avere cosi voglia di vederti e tu non sai nemmeno che esisto! Chi puo spupazzarla lo faccia anche per me che ho un sacco di arretrati. X edoardo: ho trovato Pinguuu!
Un bacione

PS: non mi sono dimenticato il compleanno di mia nonna, auguri Nionna, scusa il ritardo, comunque qui e' ancora il 30 maggio, quindi auguri anche al Manuz

giovedì 29 maggio 2008

Machu Pichu

Eccomi qua, appena sceso dalla montagna sacra di Machu Pichu. Stamattina sveglia alle 4 e mezza, una banana scendendo le scale dell'albergo e via, compro il biglietto e alle 5 e trenta sono sul pulmino che mi porta su al sito. Valsa la pena? Si, davvero, dopo 10 minuti il parco era gia invaso dai turisti (noi turisti, sia chiaro) ma anche se fosse stao solo per quel breve lasso di tempo, ne sarebbe valsa la pena. Superato l'ingresso sono salito sulla sinistra, alla torre funeraria, dalla quale si ha una prospettiva totale sulla ¨citta' nascosta¨. Vedere le rovine deserte con la luce dell'alba, solo qualche alpaca che pascolava e all'orizzonte enormi montagne nere. A parte la grandezza del sito, lo stato di conservazione e' proprio l'ambiente circostante che stupisce: le montagne, che lame di coltelli quanto sono verticali, sono rigogliose, lussureggianti, piene di vita, di acqua, come delle spugne. L'architettura della citta' e' favolosa, colori e forme si adattano perfettamente alle linee della montagna. Mi stupisce come questa civilta' avese trovato il modo di vivere e prosperare nel pieno rispetto della natura e le sue leggi, purtroppo non abbiamo fatto tesoro di questa esperienza. Vabbuo, non iniziamo con i sermoni, piuttosto, sono stato a Cuzco, molto elegante, turistica, ma molto molto bella. Finalmente sono riuscito a sbarazzarmi di un fastidioso mal di pancia che mi ha accompagnato negli ultimi giorni, niente di speciale, roba da mettere in conto, in quattro mesi di viaggio. La ricetta per uscire dal tunnel e' stata una settimana di ramadan, solo frutta, verdura e tisane digestive. Ma domani si fa la festa di fine ramadan, ho gia' individuato il posto, un locale sulla stile americano, gestito da uno yankee, per l'appunto, che sembra venuto fuori da uno di quei telefilm che guardavamo da bambini: super hamburger e una bella birrozza mentro mi guardo San Antonio Lakers! Sabato notte si parte per Arequipa, un bacione a tutti!

PS: grazie Ubo di tenermi informato sulle vicende calcistiche, non so se l'Inter abbia meritato o meno lo scudetto, non ho seguito, comunque...se ha meritato..bene, altrimenti bene lo stesso che cosi' gli altri rosicano e poi, Ibrahimovic non gioca nell'Inter?

domenica 25 maggio 2008

Adios Bolivia

Vorrei parlare un attimo di mio cugino Nicola. A lui vorrei rimembrar che da piccoli il bagno lo facevamo nella Roggia e mi ricordo benissimo di una volta (ma chissa' quante volte sara' successo qualcosa di simile) che sua mamma, qualla gran donna di mia zia Antonia, ci ha lavato nel cortile con la canna dell'acqua perche' eravamo sporchi di letame. Quindi non fare troppo il Padovano, ok?
Adios Bolivia, c'e' un po di magone nel lasciare questo paese, dopo piu di due mesi lo sento quasi come casa mia.
Raccontiamo un po cosa e' successo negli ultimi giorni: Lasciata la capitale sono andato a Sorata un paesino in mezzo alle Yungas, avevo in programma di fermarmi una notte, ma quando ho visto le meravigliose montagne tutto intorno mi sono fatto convincere da quel maldido frances di Julien di fare un hike di tre giorni. E cosi si prepara la spedizione, tre giorni in mezzo ai monti, tanto di muli e guide, accampamento a 4300 mt (ke frecc) davanti a un lago verde smeraldo. Un'esperienza in cui ho potuto esplorare i miei limiti, perche' quando sono arrivato ai 4500 mi e' sembrato di superare una barriera, l'ossigneo non c'e', pare di respirare invano, ci si sente come rincoglioniti, anche solo mettere un passo davanti all'altro richiede un impegno disumano. Ma lo spettacolo della Laguna Glaciar, di fronte all'Illampu, mi ha ripagato tutti i miei sforzi.
Sceso dalla laguna ho deciso di scendere da solo a Sorata, non volevo patire il freddo per un'altra notte cosi ho camminato dalle 7 e 30 del mattino alle sette di sera, arrivato in albergo ero distrutto, esausto. Ma ne e' valsa la pena, eccome, scendere la valle al tramonto, vedere le luci di Sorata e i fuochi accesi nei campi.
La mattina me la prendo comoda a mezzodi' salto sul minubus per Copacabana, lago Titicaca. La citta' e' bella, molto fricchettone, allegra. Ma lo spettacolo incredibile e' la Isla del Sol, ho fatto un trekking di due giorni, l'intero anello intorno all'isola, sembra di essere nel mare Egeo, il colore del mare, le montagne spelacchiate. Dico sembra, perche' il lago, enorme, e' a 4000 metri di altezza e nell'Egeo non si vedono vette innevate di 6000 metri tutto intorno. L'isola e' un paradiso, non ci sono strade carrozzabili, nessuna macchina, faccio fatica a descrivere, ma camminare su quelle strade costruite dagli Incas piu di 500 anni fa, sedersi in mezzo alle rovine circondato da un paesaggio e un silenzio irreali...forse le foto riescono a dare un po meglio l'idea.
Ho dormito in un hostal, con vista lago, bellissimo (poco piu' di 2 euro a notte) solo tre turisti, io e una coppia di simpatici gallesi.
Ciauu

sabato 17 maggio 2008

Death's Road

Edoardo, hai visto le foto degli amimali? Mi manchi tanto.
Giu a capofitto da 4700 mt a 1300, in bicicletta, fiancheggiando precipizi che se ci cadi hai un bel po di tempo per accorgerti di cosa sta succedendo, il paesaggio che passa da alta montagna a vegetazione tropicale. E' la strada che va da La Paz a Coroico, in mezzo alle Yungas. Non pensavo che andare in discesa con la bici potesse essere cosi' faticoso alla fine avevo le dita e le braccia anchilosate. Primo pezzo asfaltato, avevo cosi' voglia di andare in bici che alla prima salita, che sembrava fatta apposta per i ciclisti della mia stazza, la guida ha dovuto inseguirmi per dirmi di aspettare gli altri. Fare sforzi a 4500 mt e' qualcosa che non avevo provato, bastano due pedalate e la respirazione e' gia' in affanno, e recuperare, con il poco ossigeno che c'e', e' un'utopia. Poi, controllata l'efficenza dei freni giu' discesa, sterrata, adrenalina pura. Che figata. Fine delle giornata in piscina a Coroico, con la vallata, enorme, davanti agli occhi.
Oggi La Paz sembra un'altra, chiusa al traffico, sulla via principalle gruppi di danzatori tradizionali danzano con i vestiti tradizionali, e' la festa del Gran Prado, praticamente una sfilata di carnevale, cosa faccio qui davanti al PC?
Vadoooo

PS: X Ubo, specialmente, domani parto `per un paesino di montagna, quindi niente internet per un po di giorni, mi e' venuto in mente che non sapro se l'inter perde o vince lo scudetto...Chi se frega!

giovedì 15 maggio 2008

Rurrenabaque

Prima di tutto faccio gli auguri a Ubo che oggi compie gli anni, anche se gufa contro l'Inter, ma al suo posto farei lo stesso. Poi, il mio amico Dan mi ha mandato il video della nostra alba sul Fitz Roy questo e' il link VIDEO ALBA FITZ ROY.
Torno or ora da Rurrenabaque, un paradiso Tropicale, molto turistico, ma davvero davvero bello, 3 giorni di escursione nel Fiume beni, navigando per vedere caimani, alligatori, Tartarughe, anaconde, scimmie urlatrici, scimmie zitte, pappagalli, uccelli di ogni tipo. Abbiamo pescato piranha e fatto il bagno con i delfini rosa navigato sul fiume di notte per vedere gli occhi degli alligatori. Mi sembrava di tornare bambino, quando dopo pranzo mi mettevo a guardare il Mondo di Quark! Ho fatto un bel po di foto, non vedo l'ora di farle vedere a Edoardo. Dormito due notti su una capanna nella giungla avvolti nella zanzariera. Tutto, pasti compresi, per 60 euro!!! Nel mio gruppo eravamo in 5, io con un harem di cinque ragazze, una danese e tre neozelandesi, che goduria suscitare l'invidia delli omini dell'altre comitive...C'e' stato anche un prezzo da pagare, quando abbiamo fatto il bagno con i delfini, 200 mt prima avevo visto un alligatore di 3 metri e nello stesso fiume avevamo pescato piranha la sera prima. Quando e' stato il momento di tuffarsi il dolce sguardo delle donzelle si e' volto verso l'unico hombre presente, che ha dovuto fare l'hombre. Uno dei bagni piu corti della mia vita!!!
Tornato a La Paz, pazza e frenetica metropoli a 3600 mt (l'aeroporto e a 4100!), una citta' strana, non sono amcora riuscito a raccapaezzarmi tra i suoi saliscendi, ed e' cosi fitta di case che solo da pochi punti si riesce ad vedere le bellissime montagne intorno, tra tutte l'ILLIMANI, meraviglioso, la montagna sacra degli Incas.

PS: Appena posso metto in rete le Foto, Ciaoooooooo!

martedì 6 maggio 2008

AUTONOMIA!

Camicie verdi, bandiere bianco verdi, slogan contro il potere centralista e ladro che tarpa le ali alle province produttive, che lavorano e fanno parlare i fatti, autonomia come panacea di tutti i mali e le ingiustizie....UN INCUBO! Per un attimo ho avuto il terrore di un'invasione padana in Bolivia Orientale! Non e' cosi', per fortuna, erano gli attivisti del partito autonomista della provincia di Santa Cruz. Domenica c'e' stato il referendum {http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/04/132bolivia.html }, si temevano scontri, c'era tensione nell'aria, ma a parte qualche scaramuccia, due pietre e qualche bastonata, qualche urna bruciata, e' filato tutto liscio. Il referendum e' stato un plebiscito, e in effetti rispecchia quello che ho percepito parlando con la gente in questi giorni. La situazione e' molto piu complessa rispetto a quanto descritto sull'articolo di repubblica che ne fa una guerra tra ricchi e poveri. La gente, non solo nella ricca Santa Cruz, ne ha piene le scatole del presidente Morales. Eletto con grandi aspettative due anni e mezzo fa, primo presidente indio, primo presidente che ottiene la maggioranza al primo turno, pareva finalmente la persona giusta per aprire una nuova era, dopo due secoli di dominio, anche culturale, da parte di una minoranza bianca, cittadina, su una maggioranza di indios, campesinos, costantemente ai margini delle zone di potere e della societa' civile. E invece Evo, tuttora a capo di un sindacato di coltivatori di coca e' riuscito a disilludere tutte le speranze che avevano riposto in lui e a bruciare in poco tempo un consenso senza pari nella storia dello stato boliviano. Le condizioni di vita delle classi piu' povere non sono migliorate. Tutti i paesi confinanti:Brazil, Argentina, Cile, lo stesso Paraguay, stanno vivendo una fase di sviluppo economico tranne la Bolivia e le risposte date dal governo oscillano tra un caudillismo tipico del continente sudamericano e la proposta di modelli di stampo socialista, fuori tempo e fuori luogo. Non c'e' giornale o persona che sostenga il Governo, a parte gli attivisti del MAS. Mi piacerebbe sentire le ragioni di qualche sostenitore di Evo, giusto per farmi un'idea piu completa, ma proprio non ne trovo! Per quanto concerne l'est, e' economicamente piu' sviluppato ed in crescita, anche per via dei nuovi giacimenti di gas che sono stati scoperti nella zona. D'altro il modello autonomista proposto sembra quasi una dichiarazione d'indipendenza, per esempio parla di sfruttamento delle risorse, e qui sta ovviamente uno dei punti chiave, all'esclusiva competenza del dipartimento. Il governo centrale fa notare, non senza qualche ragione, che lo sviluppo dell'Oriente Boliviano, che fino ad un paio di deceni fa era la parte piu povera del paese, e' stato generato dagli investimenti che lo Stato ha fatto in questa zona: strade, aeroporti, oleodotti, e proprio ora che inizia ad avere un ritorno, gli viene chiesto di mettersi da parte e lasciare tutta la torta ai cruzeni. Daltra parte la Bolivia e' uno stato centralista e accentratore, le imposte sono controllate e redistribuite da La Paz e pare che anche per piccole pratiche burocratiche sia necessario farsi un viaggio nella capitale.
Questo referendum sta innescando una reazione a catena che riguarda tutte le altre province, che hanno da parte loro iniziato un processo autonomico. Il presidente, molto istintivo e poco prudente nelle sue reazioni, non pare essere in possesso delle capacita', quantomeno diplomatiche, per fare fronte a questa sitauzione, e si fa scudo, anche con una sana dose di populismo tutto sudamericano, sugli attivisti, indios e cocaleros, che spesso utilizza, anche in maniera minatoria nei confronti degli attivisti. Tra l'altro lo sviluppo sudamericano nei prossimi anni paventa scenari disastrosi per quanto concerne l'ecosistema mondiale. Migliaia e migliaia di ettari della foresta amazzonica verranno destinati alla coltivazione di canna da zuccho per produrre il,Bio/Diesel, anche le culture tradizionali verranno soppiantate, {il prezzo del mais, per esempio, sta gia' salendo, e di parecchio}. Per non parlare dell'uso o abuso di fertilizzanti chimici e pesticidi sopratutto da parte delle comunita di Mormoni, che pare non rifiutino proprio tutto quanto e' moderno.

venerdì 2 maggio 2008

Missioni Gesuite

Saro' un po condizionato dall'Alchimista, di Coelho, che ho appena finito di leggere, ma sono convinto che se si vuole ottenere qualcosa, una ferma volonta´e una dose di entusiasmo sono due ingredienti magici e spesso, sufficenti. Come e' magica questa terra, la Chiquitania dove i Gesuiti arrivarono nella seconda meta' del 1500 e...blabla bla (la storia in realt' e' molto interessante, vedi link qui sotto
http://es.wikipedia.org/wiki/Misiones_jesu%C3%ADticas_de_Bolivia
).
Ho festeggiato il mio compleanno (grazie a tutti per gli auguri!!!! Chissa a cosa si riferiva il Duca Conte Totani degli Abruzzi con la sua metafora calcistica... ) in barca, navigando sul Pantanal con due simpatici pescatori brasiliani, Augusto e Victorino, per un po si e' unita anche una lontra, che probabilmente, vedendo il magro buffet di gallette e acqua minerale, decide di lasciare il party. Lascio Puerto Suarez alla una di pomeriggio per ripendere quello che chiamano 'Il Treno della Morte'. Non so perche' lo chiamino cosi', ma sicuramente la sua lentezza esasperante (che faccia morire di esasperazione?) e' quantomeno una misura di prevenzione dagli incidenti molto efficace. Si ferma dappertutto, e ogni volta saltano sul treno decine di persone, donne, bambini sorreggendo vassoi con vivande di ogni tipo e inizia una pazza processione e un rosario senza fine ('polllll0000', 'asadito00' 'leemonadaaaa'....). Quantomeno mi aiuta ad escludere una seconda causa di morte: di sicuro non si muore di fame!
Arrivo a San Jose alle 3 di notte e la piazza e' piena di gente che balla e danza...che stiano festeggiando il mio compleanno? Fa un freddo irreale per essere nella foresta tropicale, effettivamente sono piuttosto fortunato con il tempo perche' il sole e' sempre coperto da una coltre di nubi ma no piove.
La mattina sveglia alle sei e mezza, che c'e' il da andare a San Miguel, aspetto, aspetto, ma probabilmente l'autista ha bevuto troppo stanotte e non ce la fa. Un tassista mi dice che mi porta lui, per 150 dollari!! Gli dico dove puo andare, per 150 dollari, saro' un Gringo ma non sono un pollo, vero Tado?Che fare? Niente, fermo il primo camioncino che passa e questo mi porta dritto nella piazza di San Rafael comodo comodo, faccio un giro alla missione e chiedo se c'e' un bus per San Miguel, mi dicono di no, e un tassista mi dice che mi porta lui, ma ad una cifra spropositata...a ridajeeee! Mi incammino a piedi per la carretera, ma per un'oretta ci sono solo alberi e avvoltoi a farmi compagnia...ma ecco spuntare un camion all'orizzonte, salgo sul retro, dopo cinque minuti sono completamente coperto da una coltre di sabbia rossa finissima, ma niente che non si possa sistemare con una sbattuta e una doccia. La sera nella meravigliosa chiesa di San Miguel c'e' un concerto di musica barocca (a maggio in chiquitania c'e' un festival internazionale) un gruppo croato: soprano, clavicembalo, 2 violini, tromba e violoncello. Per l'occasione vesto la mia elegante felpa rossa dell'OSIO. In chiesa gli indigeni paiono piu assonnati che assorti e due bambini giocano gridando in un confessionale in legno del 1700, tuttavia l'acustica e' ottima, e la musica fa il suo lavoro, eleva.

martedì 29 aprile 2008

El Pantanal

Un'altra notte in treno, che scivola lento come un'anaconda nei meandri della foresta. Siamo a Puerto Suarez, il Pantanal di fronte agli occhi, il brasile a poco, molto poco, se non fosse per la topografia direi che ci siamo gia', anche i prezzi degli alberghi, triplicati, a confermarlo. Giornata di descanso, alla tropicale, che qui piove e i pescatori stanno a riva. Cercavo un passaggio per dare un'occhiata a questa distesa melmosa, che si diuce che abbia una florfauna tutta sua, ma ninete da fare, anche i caimani vedono che aria tira, o meglio, che acqua tira e se ne stanno nascosti tra la vegetassione. Vengo da due giorni nella giungla, sono stato a Chochis, un vero e proprio angolo di paradiso, dove addirittura la gente sorride continuamente e lascia le porte di casa aperte la notte, e sembra semplicemente felice,ci si crede? Capita delle volte di vedere che ci sono mondi alternativi, poche che questi appainao concretamente possibili. Non era in programma, come molte cose di questo viaggio, del resto, me l'ha consigliato un francese che vive a San Jose e lo ringrazio, grazie Pierre. A Chochis c'e' un santuario, ai piedi di una montagna che sembra un dente arancione, bellissima. La chiesa e' a sua volta meravigliosa, rispettosa della natura intorno e della tradizione Chiquitana, il popolo che abitava queste foreste. E' sempre la Bellezza che unisce l'uomo alla natura.. E' stata costruita per ricordare un'alluvione che nel 1979 ha causato la morte di 20 persone qui nei paraggi, gli artisti hanno lavorato per due anni, combattendo contro caldo, piogge tropicali, insetti e serpenti...Ho conosciuto uno di loro, Cesar, uno scultore che dopo i lavori ha deciso di fermarsi qui a Chochis e rimediando un finanziamento del dipartimento di Santa Cruz ha costruito un campeggio, ecologico perche costruito con materiale locale (e con i pannelli fotovoltaici, cazzo, ci vuole cosi poco), e' stupendo, l'altra notte ero l'unico ospite, l'amaquero tutto per me e dormire 'da solo' in mezzo alla foresta e' stata un'esperienza che faro fatica a scordare. Al risvegliuo ho fatto colazione con la prima papaya della stagione. E' il 29 aprile, mi faccio gli auguri telematici con un giorno di anticipo (e li faccio all Giova per dopodomani, chissa' che filmoni si sta facendo quando le riferiscono quelo che mi succede) che domani e per un po la connessione potrebbe essere difficile da trova. Festeggero' con pane e piranha, sempre che trovi il pane! Un bacione

giovedì 24 aprile 2008

Verso il Tropico da Cochabamba a Santa Cruz

L'immaginario collettivo legato alla Bolivia, la rappresenta con i contorni di un paesaggio andino, il lama, gli altopiani, le donne chola con la tipica coperta...In realta', la meta' del territorio boliviano fa parte dell'immenso bacino del Rio delle Amazzoni, e' foresta, giungla; pare, tra l'altro, che la parte boliviana sia rimasta maggiormente "intatta" rispetto alla ben piu nota brasilana. E cosi' nei tre giorni passati ho avuto modo di 'assaggiare' la zona tropicale. Siamo partiti in macchina, lunedi' sera, io e Julio, sosta per dormire a Corani e poi levataccia l'indomani per discendere i 2500 metri di dislivello che ci separano dal Chapare, dove inizia la foresta Amazzonica. La strada e' da togliere il fiato, con la vegetazione tutta intorno che pare voglia inghiottirla da un momento all'altro. La natura e' vergine, intatta, le foglie si fanno via via piu grandi e spesse, umidita' e il caldo si fanno sentire mano a mano che si scende e quando arrivi a Villa Tunari, ai confini tra il dipartimento di Cochabamba e quello di Santa Cruz, sono le 9 del mattino ma un bel bagno rinfrescante nel ruscello, lo facciamo piu che volentieri. Siamo nel Chapare, le foglie di coca lasciate fuori ad essiccare stanno a dire che saranno utilizzate per la cocaina, c'e' un aeroporto della Dea {mia l'Atalanta neee?}, controlli dappertutto e camion di soldati della forza congiunta antidroga boliviano statunitense escono dalle caserme ogni giorno per andare a distruggere i campi di coca. Questa e' la patria dei cocaleros, che dall'elezione di Evo Morales, che rimane tuttora a capo di un sindacato di produttori di coca, hanno rialzato la testa e rivendicano con orgoglio la loro appartenenza. In effetti intorno alla coca ci sono dei malintesi storici. La maggior parte dei boliviani mastica foglie di coca, e' un usanza che ha radici ancestrali, gli Inca la consideravano come pianta sacra e la veneravano. La foglia di coca aiuta ad ossigenare il sangue, si rivela quindi molto utile per combattere gli effetti dovuti all'altitudine, allevia la fatica, fa decrescere la sensazione di fame. per questo motivo gli spagnuoli la davano agli schiavi per farli lavorare con maggior resa e meno costi nelle famigerate miniere di Oruro e Potosi'. Il problema, ovviamente, e' legato alla polverina bianca, molto piu' diffusa da noi in Italia che qui. E' un problema per molti, ma c'e' anche chi da questa situazione trae dei benefici; per esempio la comunita' internazionale investe qui molti soldi per programmi alternativi, ovvero per dare la possibilita' ai produttori di coca di poter concretamente trovare un altro sistema per campare. la presenza di molte ONG significa soldi, giri d'affari...insomma chi non fa i soldi con la coca, li fa grazie al fatto che ci sia la coca, poi ci sono quelli che i i soldi li prendono da tutte e due le parti! Fattosta che stiamo parlando di una delle regioni piu ricche della Bolivia. Il tropico mi piace, mi chiama un giorno a Cochabamaba e mi prendo il bus notturno per Santa Cruz. Arrivo lo mattina, cielo coperto salva un poco dal sole tropicale, ci sono le strade bloccate da uno sciopero degli autisti e mi tocca farla a piedi fino all´hostal, che e´ una bella casa, stile coloniale, con un patio pieno di piante ed amache sull´interno, e un tucano che saltella per il giardino, e´ talmente bello e colorato che sembra finto. Dopo tre settimane di vita ¨normale¨ vedere dei turisti mi fa uno strano effetto, mi ci devo riabituare. Domani prendo il treno per S.Jose de Chiquino dove inizio un tour di 5 o 6 giorni, fai da te ovviamente, tra le missioni gesuite, proprio dove hanno girato il film ¨Mission¨ uno dei preferiti del Gino, altro che messico, Gino!! Sapro dire, ciao e buon 25 aprile a tutti!

domenica 20 aprile 2008

Cochabamba: domenica al country club

Domenica mattina, neanche a dielo, giornata splendida. Julio ha una gara di salto ad ostacoli, o meglio, lui e il suo cavallo. Chiamo un taxi e ci carico quanti piu' ragazzi e' possibile: Cristian, Paolino, Jager e Oscar e li porto al Country Club. E' troppo bello vedere gli sguardi dell'alta societa' cochabambina all'arrivo della nostra truppa sgangherata. Tutto bene, Julio ci fa prendere un bello spavento, cadendo tra le gambe del suo cavallo...non si fa nulla per fortuna! Anzi, il prode gaucho vince la gara nella sua categoria! Gaudio, quando penso di portare al ristorante tutta la combriccola per celebrare la vittoria ecco che vedo Cristian uscira dal bagno con un'espressione tra il colpevole e il dispiaciuto e sopratutto uno sciame di mosche eccitate che ronzano attorno al suo di dietro! Mi sa che qui ci vuole una bella doccia! Niente ristorante, ragazzi, si torna tutti a casa!
Domani si va nel Chapari!!! Buon lunedi' a tutti.

giovedì 17 aprile 2008

Ordinary life in Cochabamba

Sveglia alle sette e 20, doccia, colazione e poi a piedi fino all'incrocio tra Simon Lopez e Melchor, dove prendo il 17 per la rivoluzione {di chi e' questa?}, no...per il centro di cochabamba. Il sistema di trasporto pubblico qui e' davvero efficente oltre che economico, passano Bus, minibus, taxi collettivi e taxi in qualsiasi momento e in qualsiasi parte della citta', non mi e' mai capitato di aspettare piu' di un quarto d'ora. Inoltre e' comodissimo, basta fare un cenno al conducente, sia per salire che per scendere. L'unico difetto sono i mezzi in se medesimi, quasi tutti sono ex scuola bus americani degli anni 60 o giapponesi, tutti colorati quando si sale a bordo par di stare in un telefilma americano oppure in un cartone animato japa, con tanto di scolari che escono da scuola con le divise, maschietti con il gile' e le ragazzine con grembiule e cravatta.
Alle nove sono in classe, sempre il primo ad arrivare, anche perche' sono l'unico allievo. La mia profesora si chiama Janet Rodriguez e quando mai mi e' venuto in mente di chiederle di esssere severa! Questa e' una vera e propria iena! Non me ne fa passare una! Vabbuo!
Il corso e' intensivo, 6 ore al giorno, cosi' almeno finisco alla svelta, domani e' l'ultimo giorno, che sinceramente di cochabamba mi sono un po stufato, e' una citta moderna, "globalizzata", come dice Julio, molto viva in qualsiasi ora del giorno e della notte. Domenica Julio fa un concorso ippico e lunedi' si va nella giungla {Chapari}!!!! Non vedo l'ora!

PS: Le foto dei miei supernipoti Edo e Bianca, Edo ha compiuto gli anni il 4 e bianca e' diventata un bipede l'11 di aprile, il giorno prima del compleanno di Laura, me horela!

lunedì 14 aprile 2008

Lutto Nazionale

Visto il delinearsi della vittoria del Berlusca alle elezioni Italiane, proporro al presidente boliviano di instituire per oggi una giornata di lutto e vaghero desolato per le vie di Cochabamba con un fazzoletto nero al braccio.

PS: non ci torno in Italia!!

Oruro

Sabato mattina, aria frizzante, temperatura e grado d'umidita' perfetto come al solito {non per ninete Cochabamba la chiamano la citta' sell'eterna primavera}; sono 9 giorni che sono qui e sento dentro un'irrequitudine, vorrei spostarmi a nord, partire, ma devo terminare il corso di spagnolo. Cosi provo a sedarmi con la gita del week end. Ero un po assuefatto dal grigio paesaggio cittadino e riscopro con piacere le amenita' {Giulio, tu mi capirai} del paesaggio montano, verde e rosso sono intensi come non mai.
Parto per Oruro, quattro ore di bus da qui, assieme a Potosi' una delle citta' storiche della Bolivia, una storia simile, caratterizzata dalle miniere di argento e stagno. Anche la topografia e' simile, entrambe sono arrampicate sul Cerro dal quale si estraggono i preziosi metalli. La citta' e' l'apice nord occidentale di un immenso altopiano che si estende ad ovest fino al deserto di Atacama e a Sud all'Argentina Settentrionale.
Ai suoi piedi, un tappeto enorme, brulicante di donneuominianimali si srotola verso la pianura: e' il mercato delle bestie!
Ebe, una volontaria ticinese che lavora qui alla casa di Danilo mi consiglia caldamente un posto dove dormire, arrivo, chiamo il numero datomi credendo che si tratti di un hostal. Mi risponde Jose', un po perplesso, pare quasi sorpreso che qualcuno gli chieda una stanza; vabbuo', attribuisco il fatto alla bassa stagione, in effetti non incontrero' un'altro "gringo" per tutto il week end nelle strade cittadine. Appena giungo alla casa, si svela l'arcano! Jose' non gestisce nessun hostal, da quello che ho capito fa il guardiano di una casa in stile tedesco, di proprieta' di un alemanno, in cui vi sono alcuni appartamenti in affitto, un giardino d'infanzia e un bel negozio d'artigianato. Nelle stanze rimanenti, la casa e' enorme e molto bella, Jose' ha allestito un Cafe' che la sera attira i giovani della Oruro alternativa.
Ad ogni buon modo, l'indio non fa una piega ed in men che non si dica ha allestito un giaciglio nella veranda. X una notte va piu che bene!
Gironzolo per il casco historico, tra le bancarelle del mercato e salgo sul Cerro per vedere il panorama cittadino. Perdo la cognizione del tempo, e quando decido che e' ora di mangiare quasi tutti i ristoranti sono chiusi. E che caz, sono le nove e mezza!!
Ritorno al Cafe' Jose', c'e' una bella atmosfera, suonano dal vivo, passo la serata con alcuni volontari di una ONG canadese: Juliet, Sebastian e un'altra di cui non mi ricordo il nome.
Mi risveglio, e dopo una lauta colazione american style provo a far due passi, mi accingo ad entrare in una calle ma vengo travolto da una fiumana di gente che avanza in direzione opposta alla mia! E' la corsa podistica per i ragzzi di Oruro, o di tutta la Bolivia , a giudicare dal numero. Accenno un tentativo di avanzata che rimanda a scene di fantozziana memoria per cui decido che e' meglio farsi portare dalla marea, e la marea mi porta dritto in piazza, e dove senno'! D'altra parte e' domenica mattina e nella plaza principal sono riunite le maestranze di tutte le categorie: scuola, esercito, polizia, chiesa, genitori...mancava giusto il Gringo...ECCOMI, Here I'm!

lunedì 7 aprile 2008

Vota La Trippa

Marazzaa! Marazzaa! Mandami una delle tue perle di volgarita' ti prego, ne ho bisogno! E poi, dove e' finito nique? Devo scoprire da solo che Sam I Am gioca con i Celtics? mamma mia adesso che hanno un play maker fanno paura, quelli, vero Gigio? Vabbuo', passiamo a qualcosa di meno serio...le elezioni in Italia! Mi ritengo, nella mia posizione, un privilegiato, perche' come tutti gli italiani con un briciolo di coscienza io non mi trovo davanti al senso di totale impotenza che ci obbliga a tapparci il naso e mettere la nostra crocettina su quello che crediamo che e' il meno peggio, su quello che ruba di meno o che non ruba perche' ha gia' rubato abbastanza {questo e' il vero significato della parola conservatore, nel senso ideale del termine e ve lo dico io che ho fatto scienze politiche, questa piacera' al Pol, ciao Polaster!}. Sono molto soddisfatto di non dovere assistere, almeno per questo giro, alle solite manfrine e alle vomitevoli campagne elettorali, di cui non me ne puo' fregare di meno, la cosa che mi attanaglia ha piu' carattere antropo/sociologico e trae spunto da "fenomeni" esogeni. Poche volte, per fortuna, mi capita di parlare di politica con stranieri, e non intendo i sudamericani, con quelli ci capiamo perche' abbiamo gli stessi problemi, intendo inglesi, americani, nordici ma sopratutto...i germani, che siano essi austri o alemanni, sono i peggiori! Non e' possibile, sviar, non v'e' scampo in qualsidove, l'austroalemanno, quando parte non lo si ferma piu', la sua sete di conoscenza diventa l'unica ragione di vita. La domanda a cui mi riferisco, il punto cruciale, il bug dell' inteleggibilita' italo sassone e la seguente: ...ma voi Italiani, ma come cazzo e ' possibile che votate Berlusconi? Che argomentare, certo che io non l'ho mai votato, ma rimango senza una risposta, effettivamente si tratta di un mistero al quale non posso rispondere...almeno fino ad ora, perche' credo, dopo notti insonni, di esserne venuto a capo. La risposta sta nella malignita', nella cattiveria intrinseca di noi italiani. Pensiamoci bene, al Berlusca, e mettiamoci in testa che e' anch'egli un ometto, con le sue ambizioni sfrenate certo, con i suoi "peccatucci", e chi non ne ha, ma sopratutto con i suoi sensi di colpa. Non e' necessario leggere Delitto e Castigo per sapere che l'essere umano sente la necessita' dell'espiazione, ha bisogno di pagare, di patire per il male commesso, si volgia chiamare questo processo redenzione, purificazione...questo e'. E il Silvio questo sta cercando di fare, affilia mafiosi, si copre di debiti, minaccia i magistrati, mette a repentaglio la liberta' di espressione e il mercato pubblicitario, compra Ronaldo al Milan...E perche' un nonnetto di 70 anni, piccolino, anche timidino direi, che per uscire di casa si mette 40 cm cubici di plastica sulla faccia se no si vergogna, fa queste cose, alla luce del sole poi? Ma certo! Per farsi arrestare noo? ingabbiare, recludere, insomma, per espiare il fio del male compiuto finora. E invece, noi italiani, bastardi dentro, che facciamo per farlo soffrire ancora di piu'? gli diamo le piu' alte cariche statali, la possibilita' di frequentare il palazzi del potere mondiale, gli uomini che fanno la storia, con tutti gli onori del caso. Siamo davvero diabolici, propongo una soluzione coerente, ancora piu' cattiva, esiliamolo alle Bahamas e facciamolo in questo modo passare per martire, ma non quando morira', ora che e' ancora in vita! Sinceramente, io non saprei cosa fare, forse alla fine tirerei l'acqua del Walter prima di uscire dalla cabina, ma forse...
Ad ogni buon modo e' tutta colpa del Dario Moretti e del suo "amichetto" Michele Pirola, che votano Mastella, oppure dell'Andrea Ciocca, insultatelo su www.andreaciocca.it oppure fate come me: votate Antonio La Trippa! Votantoniovotantonio!

B Fortuna, cara Italia

giovedì 3 aprile 2008

Cochabamba

Buondi, dopo 3 giorni a Sucre, la capitale storica della Bolivia, una perla bianca che rimane tale grazie ai finanziamenti dell-UNESCO, sono arrivato stamattina a Cochabamba, dopo 12 ore di bus notturno sulle strade rimbalzanti dell-altopiano centrale boliviano. Ho salutato Sharon, l-unica superstite del gruppo di Potosi' e ho aspettato che venisse a prendermi in stazione Julio, che effetto, l'ultima volta che l'ho visto aveva 14 anni e adesso ne ha 22! Era venuto in italia per un paio di mesi 8 anni fa circa, su iniziativa di Danilo. Danilo e' un ''ragazzo'' di Bergamo che 22 anni fa era venuto a Cochabamba a lavorare presso la un ospedale per i bambini. In 22 anni ha creato 3 case, due con ragazzi problematici (disabili o presi dalla strada), uno per ragazzi dove sono adesso, e l'altro per adolescenti. Il terzo centro e' per ragzzi con problemi celebrali. Julio invece gestisce un agriturismo dove alleva galline a terra, trote e cavallo per passeggiate o ippoterapia per i ragazzi disabili. Per un po finira' la vita da turista, adesso mi dividero' tra dare una mano qui, dove posso, e un corso intensivo di castellano. Intanto la casa e- molto bella, spaziosa, ed io ho la mia cameretta, tutta per me...home sweet home. Sono stanco morto
Ciauu

PS: Per chi volesse avere un-idea delle Miniere di Potosi', dove tuttora si lavora come degli schiavi, questo trailer>
http://www.thedevilsminer.com/index_new.html

domenica 30 marzo 2008

Potosi'

Potosi'(4100mt) e' una citta' incredibile. Ci si arriva da Uyuni passando come al solito scenari incredibili e con il cuore in gola, visto la vicinanza del mezzo all'orlo dei precipizi. Migliaia di case rosse arrampicate sulla montagna, davanti al Cerro Ricco, che si chiama cosi' non a caso. per gli Inca era una montagna Sacra, poi gli spagnuoli ci hanno scoperto l'argento e addio, in 300 anni si calcola che 8 milioni tra Indios e schiavi africani nelle miniere d'argento. Si dice che con l'argento estratto si sarebbe potuto fare un ponte dalla Bolivia a Madrid e due ponti con i cadaveri dei poveri schiavi. In qulche modo questa citta' e' stata ha sorretto l'economia mondiale per qualche secolo: gli spagnoli ci estraevano l'argento, Inglesi e Olandesi derubavano i galeoni spagnoli e portoghesi vendevano gli schiavi africani agli spagnoli. Tutti contenti, tranne Indios e africani...same old story, noo? La citta' mi piace molto, stile coloniale, molto colorata e viva e non fa neanche cosi' freddo per essere a 4100 metri. Alla truppa anglosassone, che domani si sfalda, si e' aggiunta un "tenente dell'esercito israeliano" (qui e' pieno), di 23 anni, Sharon, e un altro suo compatriota Jagay! Domani vado a visitare le miniere e poi parto per Sucre. Baciozzi

venerdì 28 marzo 2008

Bolivia!!!! Da Tupiza ad Uyuni

L'altra sera ho visto la stellata piu bella della mia vita. Ero davanti alla laguna Colorada, una laguna, ovviamente in un altopiano a 4500 mt. Questo, un clima secco, uniti al fatto che non ci sono citta' per centinaia di chilometri, fa si che qui sia uno dei migliori postio al mondo per vedere le stelle. Sembrano cosi' vicini che sembra di poterle afferrare, cos¡ luminose che paiono muoversi come fiamme di candele appese a fili invisibili. La via Lattea e' letteralmente bianca, luminosissima.

Vabbuo, sono arrivato a Tupiza sabato scorso, prendendo il treno al volo, una venditrice di foglie di coca mi ha cambiato 100 pesos argentini. La Bolivia e' davvero un'altro mondo, odori, la gente le case. Lunedi' mattina sono partito per un tour di 5 giorni da Tupiza a Salar de Uyuni, equipaggio del 4X4: Linda la cocinera (super), Jose the driver, Pete & Guy from Brighton (UK) e William (Dublin). Un bel equipaggio, sono l'unico che parla spagnuolo (a parte gli indigeni) e cosi' prosegue il mio corso di inglese. Che dire 5 giorni tra altopiani tra i 4000 e i 5000 mt, che sembrano la Mongolia, montegne di una bellezza che non riesco a descrivere, geysers, lagune con fenicotteri rosa, vulcani, la Reserva de Fauna Andina Avaroa e il superbo, incredibile Salar de Uyuni. Fuori dalla "civilta'", niente telefono, niente internet, e niente...docce, si dorme in villaggi sperduti in mezzo al niente. E' stata una vera e propria avventura. Il secondo giorno la macchina ha avuto un guasto all'impianto elettrioco e non partiva piu', abbiamo dovuto spingerla per 2 km fino a che un camion di operai non ce l'ha trascinata a S Antonio de Lipes un paesino di centottanta anime e cinquecento lama. Abbiamo dovuto aspettare la mattina successiva perche' arrivasse un'altra auto. Questo ci ha dato la possibilita' di vivere la vita di un villaggio andino per un giorno. Ho fatto due passi e ho trovato al scuola, oddio, una stanza di 7 mt per 4, c'e' solo la maestra, mi spiega che lavorare qui e' durissima...16 studenti, tutti di diverse eta' e molti bambini nelle (meravigliose) montagne qui attorno che non vanno a scuola perche' devono badare al bestiame. Poi ho approfittato per fare dei rammendi con le donne del paese, con il classico vestino chola (cioe' la bombetta le trecce nere la gonna e lo scialle con bimbo incorporato9 mi prendono per il sedere, anche se parlano Quechua mi pare palese. E poi ci sono i bambini, ridono e poi scappano, mi guardano come un marziano. Guy dice che questo posto e' "Il Nulla" ma per me e' davvero molto. Torniamo al tour...davvero non trovo le parole, ho avuto spesso la sensazione di non avere visto nulla di piu' bello in vita mia. Certo l'argentina e' un paese meraviglioso, per chi ama la natura e gli spettacoli che propone, ma la Bolivia, per quanto visto finora, e' un vero e proprio paradiso.

Un abbraccio

sabato 22 marzo 2008

Il Nord

Cordoba e' gia un Ricordo, un buon sapore che rimane in bocca. Un pensiero vagande fra le sue strade affollate. Una bella citta' Cordoba, autentica, ma sopratutto sono belle le persone che ci trovo: Helena finlandese, lavora per un progetto FAO in Nicaragua, Karl, from Leicester, il poliziotto backpackers, Josep, catalano, che e' in sudamerica da ottobre e mi da un bel po di dritte per il Peru'. E poi Alejandro e Dario, due fratelli da BAires che sono qui in macchina, vanno fino al confine con la BOlivia e mi chiedono se voglio un passaggio. E che noo!

Salendo al nord i iniziano ad affollare il panorama, il verde diventa splendente, intenso e poi si basta guardare le facce della gente, gli occhi il colore della pelle, i nasi, per capire che la Bolivia e' sempre piu' vicna. Viaggione di sei giorni, ma ovvio, ne vale la pena! Tappa a tucuman, dove all'ostello sono l'unico "straniero" e tuttigli altri di Baires mi prendono per il culo, mi chiamano TANO (come chiamano, qui, gli italiani). Poi si va a Salta, la citta' piu' bella d'argentina, circondata da colline color smeraldo, con i suoi edifici coloniali, le chiese colorate e poi la sua musica la vita notturna. Dai bagordi di salta si passa a Cachi, un paesino, molto bello, che per raggiungerlo ci mangiamo la polvere per mezza giornata, ma ne vale la pena, paesaggi mozzafiato, davvero non mi ricordo una strada piu bella, e poi...il condor...ci passa 30 metri sopra la testa...

venerdì 14 marzo 2008

Mendoza

Un'altra gita organizzata, ma d'altronde, se non si dispone di coche e si vuole vedere qualcosa, non ci sono altre soluzioni. Devo dire, tra l'altro, che la guida e' molto brava e ne sa. Parada al Puente de los Incas, davanti all'Aconcagua (la vetta delle americhe, 6970 mt) e poi il minibus che si inerpica su una strada improbaile che ci porta al Ceristo Redentor, un monumento alla pace tra Cile e Argentina a 4000 mt di altezza, ma piu' che altro un osservatorio da brividi sui 6000 della cordigliera Chileno argentina! Parliamo di Mendoza, potrebbe tranquillamente essere una citta' italiana, davvero, mi rendo conto sopratutto nelle citta', che questo paese assomiglia terribilmente al nostro, gli stessi problemi, la stessa gente, la stessa classe politica incompetente! il mio hostal e' un delirio di Yankees che stanno tutto il giorno, e tutta la notte in piscina a bere BUDWEISER!
Nella mia stanza siamo in 14, ma la cosa incredibile e' che non vedo mai nessuno, come se avessi un fuso orario diverso dagli altri...mah, voglia di Bolivia, di qualcosa di diverso, potrei andare direttamente a Tucuman, ma mi lascero' traviare da Cordoba (scusate ma questo nome suscita sempre in me un brivido), tutte le persone mi dicono di andarci, anche Natalia, che e' di Baires e' mi ha scambiato per un argentino ( sono troppo orgoglioso!).
Vamos a Ver

PS x GIGIO e ANDY: in giro per Cordoba, la sera cosa consigliate, pantaloni lunghi?

giovedì 13 marzo 2008

Vulcani e vulcani

Bus tra Malargue y Mnedoza, 6 ore, una scoreggia in confronto agli ultimi viaggi. All'"Autogrill" la sciura affetta salame al momento. Ieri, tutto giorno al Parque Provincial Payunia, 400 km su fuoristrada, in sette, eta' media 65 anni. Il parco e' qualcosa di eccezionale ( http://es.wikipedia.org/wiki/Reserva_Provincial_La_Payunia ), una concentrazione di coni vulcanici unica al mondo. Un'associazione Italiana, Ardito Desio, ha scoperto la gettata lavica piu' lunga del mondo, 180 km (la seconda e' 80), anche la Nasa sta studiando questo avvenimento. La cosa che piu' mi impressiona sono i colori, ma sopratutto i contrasti tra di essi. Intere montagne nere, coperte qua e la da cespugli letteralmente arsi dal sole, color giallo intenso. E sopra questa distesa giallo nera, che poi diventa solo nera spunta il Murado, esemplare forma conica, di un acceso rosso rame. Non capisco come questo parco non sia tra le attrattive principali dell'argentina, nella sua diversita' non ha nulla da invidiare al Perito Moreno o al Parque Glaciares, ma in realta' ne sono contento almeno qui non ci sono orde di turisti lonelyplannati o routardati, come il sottoscritto. Fra un po di anni temo che le nere piste del Payunia saranno invase da fuoristrada e macchine digtali alla smaniosa ricerca di guanachi e nandu'.
Ritorno a Malargue, stanco morto, faccio due chiacchere con una ragazza del Vermont e lo scienziato francese, gli unici altri due ospiti dell'Hostal New Patagonia. A Malargue o stai in hostal o vai all'internet cafe', non ci sono altre possibilita'. Voglia di un po di baldoria, a Mendoza ce ne sara' l'occasione. Scrivete!

lunedì 10 marzo 2008

Maldida Malargue

Malargue, ancora, per il maltempo hanno cancellato l'escursione alla laguna e qui non c'e' un osti da fare. Mi alzo tardi faccio colazione con due argentini e uno scienziato francese che mi dice che a due passi c'e' un osservatorio astrofisico, visita guidata alle 17. Bighellono, vado dal barbiere, un vero barbiere.

Malergue ovvero il Nulla

Malergue e' una citta' sull'altopiano, la forma e quella dei paesi del Far West, ovvero si sviluppa in lunghezza, lungo la strada principale, case negozi, nulla piu'.L'"Attrattiva principale" e' l'orologio che vedete in foto. Sono qui perche' e' da qui che si partye per il parco Palanya, una serra di vulcani e canyon. Arrivo alla una, l'ostello e' carino ma un mortorio. La sera decido di uscire a cena, entro in un ristorante, c'e' solo un avventore, mi fanno accomodare in un tavolo, da solo. Dopo due minuti chiedo al tizio se secondo lui c'e' una buona ragione per la quale non si possa sedere allo stesso tavolo e far quattro chiacchere. Si chiama Stefan, abita a Berlino, cena a base di agnello al forno e una chiaccherata molto piacevole. Anche lui sta viaggiando da solo, per la prima volta, ma va nell'altra direzione. Alle undici sono a nanna che e' stata una giornata faticosa.

Ancora Bus Bus Bus

Preso il pulman per Malargue al volo, correndo furoi dall'hostal per salire sul taxi e sistemarla li, secondo me il taxista pensava che scappassi da un marito furioso che mi aveva sorpreso con la moglie. Salgo dopo 2 giorni di camminate acqua sole e sopratutto senza aver tempo di fare la doccia, puzzo come un guanaco morto da 6 giorni, quando mi rimetto le scarpe ai piedi si alzano tutti a farmi un applauso e l'autista ferma il bus e fa 4 salti mortali che neanche OBA OBA Martins. Ho 14 ore di viaggio, finche c'e' luce si vede un paesaggio mozzafiato....
Alla mezza organizzano una tombola sul bus, come le gite parrocchiali, cerco di animare la competizione, impreco, gioisco, vince un tizio cileno, una bottiglia di vino, io gli mostro ridendo il mio bicchiere vuoto, ma non c'e' verso

Dintorni di Bariloche

Camminando lesto per la selva, ma un muro di canne mi impedisce di soddisfar li bisogni miei...ah vedo un pertugio e mi ci infilo lesto come sparviero. Le mie pudenda gioiscono, lascive, e sento un rumor come di rivol d'acqua, prossimo al mio corpo rannicchiato, "non e' roba mia!" penso, e difatti incomincia a piovere e io ho ancora 15 km prima di arrivare alla fermata dell'autobus che mi riporta a bariloche. Sono due gironi che cammino nel parco, ieri per 6 ore non ho incontrato anima. Dal cerro catedral camminato sulla dorsale della montagna (in spagnolo si dice "CARESTEO" che secondo me rende di piu'), intorno solo rocce rosse e sabbia...poi dopo una discesa che il gigio mi maledirebbe per anni e anni ci si imbatte nella foresta, torrenti dappertutto, un verde accesissimo e tutto il sentieri circondato da canneti. Il rifugio Jacob e' un rifugio vero, no acqua corrente, e nemmeno quella elettrica, di corrente, cosi' si mangia un gulash strepitoso a lume di candela e si chiacchera, felice finalmente di poter trovarmi qualcuno di fronte. Tavola multietnica: 2 signori argentini, due ragazze inglesi, un tedesco alto due metri (ma gli avranno tirato le gambe da piccolo? ma cosa gli davano da mangiare?...) e un francese.
Tazza di te e a letto presto, ciauuu

domenica 9 marzo 2008

El Bolson

Prima di tutto vorrei precisare che Bolson non e' vicino a Sandrigo. E' una cittadina, colorata e vagamente hippy. Il posto giusto per riposare dopo 28 ore di bus, c'e' un mercatino artigianale di prodotti bio, e poi case colorate, gente molto rilassata. Vado a fare una scampagnata con Paula e Mar, la voglia di camminare non e' molta e allora facciamo autostop, un tizio ci porta nel posto piu bello della valle, dove il Rio Blanco incrocia il Rio Azul. Verde e acqua che scroscia, ogni tanto qualche gaucho passa il fiume a cavallo. Le chiche sono molto simpatiche, mi offrono te e biscotti. E' una giornata in cui sempbra tutto facile, e ci si puo dedicare completamente allo sciallo. Paula fa la cuoca e adora i vini italiani, mi da una lista di aziende, cosi' quando arrivero' a mendoza non saro' impreparato. Sulla strada ci fermiamo ad una baita, producono birra artigianale e hanno un giardino enorme, chiacchere e relax, in piu' i tizi organizzano li X li un minibus per il centro di El Bolson, bisogna solo spostarsio dal tavolo al furgone.....

giovedì 6 marzo 2008

BUS BUS BUS

...sempre bus, 28 ore, da El Chalten a El Bolson!!!!! Ore ore di paesaggio sempre uguale, senza vedere una luce una casa senza vedere niente che non sia terra cespugli, colline quasi piatte. Al sud della patagonia, tra una citta' e l'altra ci possono essere anche 400 km! Sul pulman un ragazzo francese che ha vissuto a Napoli, parliamo della citta', bellissima. A El Bolson arrivo alle sei di mattina, c'e' buio (il sole sorge alle otto e trenta) e nessuno per strada, saluto Dan, spero di poterlo andare atrovare a LA, un giorno o l'altro, ci piacerebbe fare del trekking insieme.
El Bolson e' una cittadina tranquilla, vagamente hippye, voglia di riposare. Vado all'hostal, c'e' una señora, Eugenia, mi adotta subito, mi aiuta a fare il bucato e mi presta ago e filo per i rammendi. La mia camera e sotto un porticato, di fornte ad un roseto, niente male.
Niente foto, bisogna ancora aspettare per quelle, ma le mettero'....

El Chalten

Dan viene con me a el Chalten, rivedo 3 ragazze australiane con cui avevo bevuto del buon vino Tinto nel refugio chileno al Parco Torres del Paine, adesso stanno un po sulle loro, ma forse sono io che non ho dell'umore giusto. Dan ha deciso di venire conn me al parco de Los Glaciares, ultimo pezzo della piccola famiglia che si era creata, sono contanto, non ho voglia di stare da solo in questi giorni. Campeggiamo per tre giorni e due notti, nel parco non ci sono rifugi, niente il rapporto con la natura non puo essere piu' pieno di cosi'. Fa freddo sopratutto il primo giorno, e di notte, poco distante dal ghiacciaio. La mattina ci si alza prima che e' ancora notte, per vedere l'alba sul Cerro Fitz Roy, un'esperienza che non potro' mai dimenticare mai visto il vento giocare cosi' con le nuvole e poi le pareti del fitz roy che diventano rosse...(appena Dan mette il video su youtube vi mando il link). Dan e' davvero un grande, fa lo scultore a LAngeles e ci tiene a parlare dell'altra America, che noi non conosciamo, ma che c'e', ha uno zaino da autostoppista anni 80 e da li dentro viene fuori di tutto. Cuciniamo, la pasta AVE MARIA (la marca) diventa una preghiera, esaudita direi, Danny la battezza AVE MARIA FRESCO ( o meglio...FRESCOU), la ricetta e' irripedibile...per fortuna.

Perito Moreno

27 febbraio
Afiitttato una macchina, una mitica fiat uno Bianca, come la mia prima auto! Che emozione! Io ragnhild e jeannie, la ragazza francese di cui sotto. Da Calafate al Perito Moreno, 70 km di di meraviglia, guidare e' stato un piacere come poche altre volte. E poi il perito Moreno, un ghiacciao vivo, che si muove, che parla, mai visto niente di simile, credo di essere rimasto ipnotizzato, per due ore a guardarlo senza riuscire a volgere lo sguardo. Abbiamo trovato Dan e Lauren, due ragazzi americani che erano al Torres del Paine, la sera abbiamo cenato tutti insieme, sensazione come di piccola famiglia....
28
Ragnhild parte per baires....ma questa e' un'altra storia, che va da se

martedì 4 marzo 2008

EL Chalten, Appunti Sparsi

Freddo, freddo Maledetto, ieri sera al campeggio. stamane sveglia prima dell'alba, salita al buio e si arriva davanti al Fitz Roy, imponente, altezzoso, che fa il prezioso e si fa nascondere dalle nuvole che si muovono ad una velocita pazzesca. Parco Glaciare Norte, El Chalten, io e Dan, ragnhild e' tornata a Baires, ma questa e' un'altra storia. Daniel fa lo scultore a LAngeles, e' organizzatissimo, dal suo zaino di autostoppista anni 80 esce di tutto. Ieri dopo triboli infiniti per il biglietto del pulman, fatto provvista e partiti, il parco non ha nulla da invidiare al Torres del Paine, preso acqua e cucinato la pasta AVE MARIA, piu¡ che una pasta una preghiera, forse solo il Giamba potrebbe apprezzarla, ma ho dei dubbi. Oggi invece il sole ci sta addosso, grazie

Puerto Natales- Calafate Appunti di Viaggio

Ancora pulman che va, lui a questi paesaggi ci e' abituato, ma io ancora no, mi stanano, non capisco come si possa snon stare attaccati al finestrino. Dio mio come vorrei avere un'auto e fermarmi in mezzo a questo nulla! ma di macchina ho solo quella fotografica, che freme etra un po esce dalla Coronel Tapiocca e si mette a fare foto da sola! Intanto Ragnhild e' una pazza, per fortuna, parla con tutti, adesso sta facendo vedere il suo libro sul cile, in DAnese!!! Vabbuo', mi attacco al finestrino!

martedì 26 febbraio 2008

Tierra del Fuego ora Patagonia cilena

Scusate l'assenza,

sono qui, a Puerto Natales, ai piedi del Parque Nacional Torres del Paine, giornata di pioggia, ma sottile, non disturba e sopratutto stimola la riflessione. Non ho proprio motivi di lamentarmi del tempo, che in tre giorni di cammino per il parco (meraviglioso, davvero) e' stato davvero clemente con noi. Per tre giorni camminato, incontrato gente incredibile da ogni parte del mondo, con belle storie da raccontare, un bicchiere di rosso al rifugio, due accordi con la chitarra, una natura che pare urlare, abbiamo fatto il bagno in un lago (ho fatto il record, 7 secondi, d'altronde siamo a 300 km da MAre antartico). Ma mettiamo un po d'ordine. Siamo partiti, io e Ragnhild, lunedi' scorso, da Buenos Aires, all'alba. Il viaggio in aereo e' stato lunghissimo, sette fermate per arrivare ai piedi del mondo, ma molto bello, e la lunghezza e' riuscita in qualche a prolungare quella sensazione di sospensione sul nulla, che in parole povere, molto povere e' quello che si prova se si ha lafortuna di non avere le nuvole che si frappongono fra terra e finestrino. Quello che si puo' vedere e' qualcosa di indescrivibile, terra nuda e acque, distanze inimmaginabili e sullo sfondo la cordigliera andina.

Ushuaia e' stata un po una delusione, svanita la sensazione di essere ai confini del mondo, il parco Fin do Mundo non e' male, certo, ma tutto sommato....Molto meglio il viaggio per punta Arenas, dove, dopo averla vista dall'alto, si comincia a toccare con mano cosa e' la Patagonia, occhio e anima che si proiettano dietro un 'orizzonte lontanissimo, ma che pare raggiungibile, e prolungano uno stato d'attesa ti tiene sulle spine ma llo stesso tempo ti da quiete, per che' c'e' spazio per far correre tutto quello che abbiamo dentro, pensieri e sensazioni.

Dopo un giorno a P. Arenas rotta a P Natales, 3 ore di bus e si arriva in questa cittadina, case basse, colorate, gente molto rilassata, BAIRES sembra lontana.... e lo e' davvero.

Un abrazo



PS: Aspettare un po per le foto che qui la connessione e' lentissima!

mercoledì 20 febbraio 2008

Baires, 4

Hola Boludos,

Buenos Aires ha iniziato a stancarmi, la vita da turista, a parte piccoli spiragli che mi si sono aperti, inizia a stancarmi, io sono venuto qui per viaggiare! La citta' grandi si somigliano troppo, grandi viali, banche , negozi e per capirne l'anima bisognerebbe fermarsi per un po di tempo, viverle da tutte le angolazioni, quelle della citta', ovvio, ma anche quelle mentali, emotive della persona che la sta vedendo. Certo, qui c'e' un grande movimento, sia di giorno che la notte, ci sono molte persone che vengono qui a vivere da tutto il mondo, si mangia bene, molti concerti, mostre ecc. ecc...

Il mio harem si e' disfatto, marjie e' tornata ad amsterdam e Johanna a SPaolo do Brazil. E' rimasta Raghnild, che si e' trasferita a casa di Maria, una sua amica svedese che vive a BAires. Che ridere, siamo a 500 metri e comunichiamo con le mail. Devo dire che Maria e' stata un po una svolta per quanto riguarda la vita notturna, lei ha degli amici argentini e la sera esco con loro. Venerdi' siamo andati ad un concerto di tango (bellissimo, per gli scaricatori folli consiglio questi albums, Glorias Porteña 1 e 2) e sabato a casa di Mariano, che ha fatto una fiesta nel suo appartamento, enorme, nel centro di Baires. Bella gente, buon vino, tango (che n'po el ma htofat!) . Anche qui, il modo di vivere queste situazioni mi sembra molto simile al nostro, l'Argentina e' un paese Latino!! Di giorno Invece non ho scampo, come gia' detto, faccio il turista. Venerdi' cimitero della recoleta e Palermo, sabato sono andato Tigre, anche perche' se no la Lilia non mi rivolge piu la parola. C'e' il delta del rio della Plata, acqua marrone, un sacco di enormi canali d'acqua che si incrociano, chalet di legno, caratteristico...poi c'e' questo Puerto de frutos, che la Lonely Planet definisce imperdibile, ma sinceramente mi pare che le cose imperdibili siano ben altre. a proposito, ma sei sicura che preferisci Sabbio a Tigre?

Ieri invece sono riuscito ad andare nella curva del Boca per vedere la partita contro l'Argentinos Juniors. Vince il Boca 4 a 0 goals di di Palermo, Palacio, e altri due. La cancha fa un casino incredibile, entrano allo stadio tutti assieme suonando i tamburi, non smettono mai di cantare, di saltare, sembra un piccolo carnevale. Un'altra cosa, ho un paio di giocatori da consigliare all'atalanta, volevo sapere se il Pippo mi puo' fare da tramite.

Ciao

venerdì 15 febbraio 2008

BAires, capital federal, 3

Ciao a tutti!
Qui a Baires inizia a fare un caldo davvero insopportabile, e pare che nel fine settimana sara' ancora peggio! Per fortuna c'e' sempre un po di vento e quando si e' fuori per la calle si respiira. Benedico l'aria condizionata che c'e' nella camera.
Ieri giornata intensa, da vero turista (anche di quelli belli tamarri). Alle nove avevo appuntamento con Ranghnild, Marije e Johanna per la colazione. Motivato dall'amor patrio, per non infangare ancora di piu' la reputazione degli italiani nel mondo. Mi sono presentato al caffe' qui sotto. Dopo un quarto d'ora si e presentata Marije, mentre Ranghbild e Johanna , che sono due sfattone inimmaginabili, dopo un'ora non si erano ancora tirate su dal letto. Vabbuo', ci hanno chiesto se potevamo aspettarle ma zero, io e Marjie siamo stati inflessibili e allora siamo andati en la Boca solo noi due, Marjie vive e lavora in centro Amsterdam, si sta specializzando in Medicina Generica e suona il violoncello da una vita, e' anche una bella ragzza, peccato che non lo sa! Fattosta che abbiamo passato praticamente tutto il giorno insieme, ed era il suo ultimo giorno a B Aires, visita alla Boca, alla Bombonera (il mitico stadio del Boca) e poi Palermo (uno dei quartieri in di Baires), il museo di Evita....La poverina mi ha anche dovuto aspettare due ore per via del mio calvario per spedire il pacco di Juan in Bolivia. La sera tornato a casa, esausto e disidratato. La sera invece siamo riusciti, incredibilmente, a ricomporre il gruppo per uscire a cena. Vedere le coppiette per strada mi ha fatto venire in mente che era il giorno di SValentino, ed io in giro con tre donne, certo, non sei come l'harem di Andi, quel minchia, ma non male noo?

mercoledì 13 febbraio 2008

Buenos Aires, Capital Federal 2

Questa e' per Andy, per torturarlo: ho prenotato una stanza per quattro posti ma quando sono entrato non c'era nessuno, ho pensato, tra me e me "certo che un paio di svedesi in questa camera non ci starebbero male!". Quando sono rientarto, nel pomeriggio, apro la porta e vedo che ci sono due ragazze in camera, passo ai soliti formalismi "come ti chiami, di dove sei..." e queste sai di dove sono? SVEDESI!!! Per il resto non ho conosciuto molta gente, tranne Raghnild, una ragazza, molto carina. purtroppo non dice una parola in castillano e quindi mi ha chiestio se puo venire con me in Tierra del Fuego, io le ho detto che per me andava bene (ho proprio un grande cuore!). Tra l'altro ha una amica di Buenos Aires che mi potrebbe dare un po di dritte sui locali da frequentare.
Ieri non ho fatto niente altro che girovagare per il centro, Plaza de Mayo, Congreso, Repubblica, entrare in negozi, librerie chiedere; diciamo che ho iniziato ad annusare la citta'. Miricorda un po napoli, ma ha spazi piu' ampi, forse un po Barcelona, non so fatto sta che S Telmo ,come immaginavo, la sera e' proprio bella, ci sono un sacco di locali....purtroppo ero morto, il mio obiettivo di ieri era stare sveglio per recuperare il fuso, che tra l'altro non e' nemme no di molte ore (5 con l'Italia, 4 con l'Eppaña). Oggi ho prenotato il volo per ushuia, la citta' piu' a sud del mondo, parto lunedi' mattina, alle otto.....
ciau, scrivetemi!!!

martedì 12 febbraio 2008

Buenos Aires, Capital Federal, 1

Hola Tios!

Sono a B Aires!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sono arrivato alle sei di mattina circa, il viaggio con aerolineas argentinas (alla faccia delle rogne cvhe mi aveva lanciato Lilia) non ha avuto nessun problema! Cosa dire,per chiudere, per ora, con Madrid: l'altro ier sera con la Rrafi e sergito abbiam vistouno espetaculo di tango, che a me e' piaciuto molto, non fosse altro per il fatto che alla fine di ogni "assolo" si puo' gridare un"OLEEE" di approvazione!!Vi assicuro che e' divertentissimo. Tra l'altro ero, non so perche', convinto che sarei partito per Baires il 10 sera invece, dopo verifica telefonica, ho scoperto di avere un giorno in piu', Serjtio aveva gia' smontato il letto! Vi diro che la cosa non mi e' dispiaciuta per niente, visto che el lune he podido girovagar per il centro di Madrid cosi' a caso, par arriba y par abajo, senza sapere, tra l'altro se stavo andando par arriba o par abajo, visto che questa e' una cosa che sanno solo li eppagnoli...maledetti! con il navigatore satellitare suppliro' a questo gene che mi manca. Per finire su madrid devo dire che la Balda e Piccolo Grande Uomo hanno fatto di tutto per farmi ingolosire rispetto alla scelta tra Barca e Madrid, che ora si fa complicata e per questo apro un sondaggio e vi chiedo di dire la vostra (ovviamente argomentando). Sono stati veramente super con me, mi sono proprio sentito a casa e ripeto che se non ci foste voi, sarebbe una scelta piu' facile.
Viaggio per il sudamerica: in parte a me sull'aereo c'era un signore che assomigliava al mio papa, mi ha fatto simpatia e abbiamo chiaccherato un bel po; poi visto un film sui liceali inglesi e sono incredibilmente riuscito a dormire, visto che ho richiesto ed ottenuto il posto acerca de la salida de segurdad. Che emozione quando ho visto la costa brasiliana! E poi B.Aires dall'alto...enorme, bellissima. Poi due ore per bagagli e visto, la dogana l'ho saltata perche' mi sono accodato ad una squadra catalana di non so che sport che incidentalmente avevano la maglietta come la mia (gigi, vero che sei orgoglioso di me?). Un consiglio di viaggio per chi volesse venire a buenos aires: la navetta di Manuel tienda Leon, vedi guida lonely planet, e' il miglior modo per venire in centro (www.tiendaleon.com) ed e' subito fuori dalla dogana. Al cambio in sala ritiro bagagli, fate come me, cambiate solo lo stretto necessario, che sono degli strozzini.
Buenos Aires, per ora ho visto solo case e palazzi, alcuni/e molto caratteristiche, un cielo plumbeo e dei camion meravigliosi, devo farne delle foto per edoardo ( aprop, Laura, come stanno i miei due nani meravigliosi? e l'altro...come si chiama...Giulio?come sta?) . Adesso sono in hostal, alcentro del barrio san Telmo che mi sembra molto carino, con le case basse, i caffe', i tavolini all'aperto. Fa caldo, e umido. Mizzega, sono a B.Aires, ci sono0 un sacco di cose che voglio fare, la prima e' "socializzare" con quella biru biru della receptionist!
Comunicazione: ho lasciato il cell a Madrid, alla Rrafi, e non lo sentiro' suonare per mesi...non immaginate che sensazione liberatoria mi da questa cosa!!

PS: cazzo, niente riga! A proposito, Cattanz, visto che ho dimenticato la propoli, se la compro me la rimborsi? A parte gli scherzi, qualcuno mi deve assolutamente tenere la puntata, sarebbe il massimo se la metteste su YouTube, cosi' mia sorella impara cosa e'.
Andy: il penultimo esame he conseguido 8 e l'ultimo l'ho fatto con sergito...o meglio, lui lo ha fatto, e molto bene, io un po men0, e se prendo dieci (che sbruffoni che siamo) e' merito suo! Juan e' un ragazzo boliviano che abbiamo ospitato anni fa a Dalmine, tra l'altro mi ha dato un pacco da regalare a non so chi, bello grosso, figurati al primo ufficio postale la spedisco a casa di Danilo in Bolivia, mica me lo posso portare in giro per un mese!!!
Nique, ti assumo come informatore capo per cio che concerne il basket!
Dimenticavo, un bacione a Sofia, ci pensi tu Luca?

Adesso vado, che si e' liberata la stanza...e vabbuo che e' gartis, internet, ma che ci sto a fare davanti al PC! Abrazos

sabato 9 febbraio 2008

Madridde

Hola!
Madrid e' un cachondeo uncredibile, un brulicare continuo, senza sosta di gente di ogni tipo, ad ogni ora...c'e' un'atmosfera incredibile, un sacco di locali dove andare, tutti pieni gente, e poi per fortuna ci sono qui la Raffi e Serjito, con il loro piso con un terrazzo bellissimo, una vera e propria oasi, dove mi sembra davvero di stare a casa mia. Mi raccomando venite a trovarli, tutti insieme!!!!! Dai. Che dire, sono stato al Prado, alla reina Sofia (che culo, da luned¡ c'e' una collezione di Picasso immensa). Poi un po mi sono rotto i coglioni di musei. Meno male che ieri mattina e' venuto a prendermi Juan e mi ha portato un po in giro (escorial e la Valle de Los Caidos, un mausoleo immenso che occupa una intera vallata, e una basilica costruita all'interno di una montagna che Franco, che e' sepolto qui, dietro l'altare, ha eretto, in 20 anni, sulla pelle dei prigionieri della guerra civile, neanche fosse un faraone). Juan vive un po fuori Madrid, ha una famiglia bellissima e con me sono stati davvero gentilissimi. Con il venerd¡ e' iniziata anche un po di movida, con una super comida de gambas (vedi foto) e locale underground con bella musica 80s. Che dire, domani sera si parte per El Sur America!!