venerdì 20 giugno 2008

Dalmen De Profundis

Ultime nuove, sono a Dalmen, a casa, fine del giro. Devo dire che e' una sensazione molto bella, la mia famiglia mi da un piacevole senso di protezione, e miei nipotini sono un vero spettacolo. Volevo salutare tutti quelli che hanno accompagnato, sbirciato, sfogliato questo piccolo diario di viaggio, che lasciamo li', a naufragare nel mare telematico. Quello che mi serve del viaggio credo di essermelo gia' preso, sarebbe bello che anche qualcunaltro avesse preso qualcosa che gli serve, quantomeno sapere che si puo', basta solo volerlo...

mercoledì 11 giugno 2008

Lima

Deserto,ecco quello che mancava al puzzle,km e km di deserto, prima Nazca, dove 2000 anni fa la civista omonima si e' divertita a disegnare figure giagantesche, le linee di Nazca, visibili solo dall'alto ed infatti le si vede dall'aereo. Gia' non adoro volare, ma se devo salire su un cesna 4 posti, con il pilota che per permettere di fotografare ai passeggeri di destra e poi a quelli di sinistra si mette a 90 gradi rispetto al suolo,lascia lacloche per indicare le figure...beh,diciamo che per sentirmi sollevato ho dovuto aspettare l'atterraggio! E le foto sono una schifezza, non credo di averne centrata una. Meglio quelle al cimitero di Chauchillas. I Nazca mummificavano i loro morti, poi li avvolgevano con teli di cotone all'interno dei queli ponevano oro. Nelle tombe venivano posti vasellame e utensili che sarebberro stati utili nella vita futura.Per questo motivo i campesiños della zona aprono le tombe per rubare questi preziosi cimeli e venderli ai turisti.
Dopo Nazca decido di passare la notte nell'oasi di Huacachina, dune di sabbia finisssima, mi faccio coinvolgere in una spedizione di Sand boarding, ma gli attacchi sono troppo piccoli e mi si aprono dopo tre metri, in ogni caso,molto meglio la neve,comunque il tramonto nel deserto,valeva la pena,eccome. L'indomani mi sposto sulla costa, finalmente vedo il Pacifico, che oggi e' una macchia d'olio. Il motoscafo ci porta alle isole ballestas, che qui chiamano le galapagos dei poveri. Saranno anche dei poveri, ma a me sono sembrate davvero ricche: pinguini, pèllicani, leoni marini. Poi si torna sulla Panamericana, di nuovo deserto, ma non cosi pittoresco,stavolta: baracche in mezzo al nulla, cielo plumbeo come la sabbia e man mano che ci si avvicina a Lima aumenta la densita' delle case. Mi scopro un po triste, ormai e' questione di ore, e' come se me ne rendessi conto solo ora, mi costera' lasciare questo continente. Lima? Che dire...una grande citta'! Almeno l'hostal mi pareva carino, 2 ospiti in totale, atmosfera familiare, almeno fino a 10 minuti fa quando e' sopraggiunto un gruppo di israeliani. Non li sopporto piu' gli israeliani, sono un incubo davvero dei gran rompicoglioni!

sabato 7 giugno 2008

Colca Wunderbrau!!!

Menomale che c'e' il canyon del Colca!! Davvero! La cosa meravigliosa e' che nonostante l'approssimarsi della data di rientro si possono ancora sovvertire i piani. Infatti pensavo di starci una notte e in vece ne ho passate quattro. E che quando mi sono visto la valle davanti agli occhi ho deciso di fare il giro completo, sfruttando la mia mappa super dettagliat (vedi foto). E poi e' colpa di que due sfattoni alemanni di Gerard e Robert! Gerard ha 51 anni e quando avro' la sua eta' voglio essere pazzo come lui mentre Robert ha una risata veramente contagiosa. Me li sono trovati alla Cruz del Condor, un posto da brividi, a 3700 metri da dove si vede il fiume Colca, 1200 mt piu' in basso. A un certo punto, ero solo e stavo guardando per terra, ho visto un'ombra enorme incrociare la mia, alzo gli occhi e mi vedo sto immenso volatile volare a 7 metri non di piu' sopra la mia testa, faccio fatica a dire cosa ho provato, un misto tra paura, ammirazione e gioia improvvisa...Il volo del condor e' uno spettacolo di un'eleganza e maestosita' unica, si fa portare dalle correnti della valle senza un battito d'ali, ed e' impressionante con quale non curanza plana a pochi metri dalle persone, muovendo la testa a destra e a sinistra cercando cibo con la sua vista portentosa.E poi sono arrivati i tedeschi, un po rozzi, con un accento davvero da stereotipo, sembravano presi da un fumetto di Sturmstruppen! Davvero incredibili, basta davvero una candela accesa sopra un tavolo per fare una serata. L'altra sera mi sono ritrovato a cantare le canzoni popolari della Franconia " Zum heilgen Veil fon Staffelstein bin ich emporgestiegen...."abbiamo fatto tutto il trekking insieme, divertito un mondo, l'unico problema e' che quando arriva il conto dell'hostal la meta' (non esagero) va in birra.In realta' ce n'era un'altro di problema, dovuto alla propensione dei teutonici all'utilizzo delle armi non convenzionali, roba che solo mio cugino Luca, celebre brevettatore della "renza a chiappa nuda", avrebbe potuto fargli fronte!

domenica 1 giugno 2008

Arequipa

Devo dire la verita', Cuzco e' una citta' molto bella, davvero, ma sono stato contento di spostarmi. Arequipa e' piu' tranquilla, a misura d'uomo, cammini per strada senza che nessuno ti chieda se vuoi andare in questo o quell'altro pub o ristorante, se vuoi un ¨originale¨ reperto Tihuanaco o una foto con il sosia di Tupac Amaru. Sara' che qui i tetti sono bassi e si vede il cielo, sara' che mi piace lo stile coloniale, sara' senz'altro che fa piu caldo che a Cuzco, fattosta' che appena sono arrivato mi sono sentito un'altra persona. Dietro il consiglio di Andrew ho visitato il Monastero di Santa Catalina, grazie Andrea. A proposito, Andrew e' di Cleveland e l'ho conosciuto sul bus Copacabana Cuzco. Parla cinque lingue, tra cui l'italiano perche' ah vissuto anni a Roma, conosce i vini italiani molto meglio di me, abbiamo passato delle ore a parlare di cucina (devo dire che inizia a mancarmi, la cucina italiana, il mio regno per un piatto di lasagne). Lavora a La Paz, dove insegna ingelese in un'associazione per le ragazze di strada. Ciao Andrew, spero di vederti ancora, chissa magari in Italia. Dopodomani parto per il canyon del Colca, il piu' profondo del mondo, due o tre giorni di hiking.