domenica 30 marzo 2008

Potosi'

Potosi'(4100mt) e' una citta' incredibile. Ci si arriva da Uyuni passando come al solito scenari incredibili e con il cuore in gola, visto la vicinanza del mezzo all'orlo dei precipizi. Migliaia di case rosse arrampicate sulla montagna, davanti al Cerro Ricco, che si chiama cosi' non a caso. per gli Inca era una montagna Sacra, poi gli spagnuoli ci hanno scoperto l'argento e addio, in 300 anni si calcola che 8 milioni tra Indios e schiavi africani nelle miniere d'argento. Si dice che con l'argento estratto si sarebbe potuto fare un ponte dalla Bolivia a Madrid e due ponti con i cadaveri dei poveri schiavi. In qulche modo questa citta' e' stata ha sorretto l'economia mondiale per qualche secolo: gli spagnoli ci estraevano l'argento, Inglesi e Olandesi derubavano i galeoni spagnoli e portoghesi vendevano gli schiavi africani agli spagnoli. Tutti contenti, tranne Indios e africani...same old story, noo? La citta' mi piace molto, stile coloniale, molto colorata e viva e non fa neanche cosi' freddo per essere a 4100 metri. Alla truppa anglosassone, che domani si sfalda, si e' aggiunta un "tenente dell'esercito israeliano" (qui e' pieno), di 23 anni, Sharon, e un altro suo compatriota Jagay! Domani vado a visitare le miniere e poi parto per Sucre. Baciozzi

venerdì 28 marzo 2008

Bolivia!!!! Da Tupiza ad Uyuni

L'altra sera ho visto la stellata piu bella della mia vita. Ero davanti alla laguna Colorada, una laguna, ovviamente in un altopiano a 4500 mt. Questo, un clima secco, uniti al fatto che non ci sono citta' per centinaia di chilometri, fa si che qui sia uno dei migliori postio al mondo per vedere le stelle. Sembrano cosi' vicini che sembra di poterle afferrare, cos¡ luminose che paiono muoversi come fiamme di candele appese a fili invisibili. La via Lattea e' letteralmente bianca, luminosissima.

Vabbuo, sono arrivato a Tupiza sabato scorso, prendendo il treno al volo, una venditrice di foglie di coca mi ha cambiato 100 pesos argentini. La Bolivia e' davvero un'altro mondo, odori, la gente le case. Lunedi' mattina sono partito per un tour di 5 giorni da Tupiza a Salar de Uyuni, equipaggio del 4X4: Linda la cocinera (super), Jose the driver, Pete & Guy from Brighton (UK) e William (Dublin). Un bel equipaggio, sono l'unico che parla spagnuolo (a parte gli indigeni) e cosi' prosegue il mio corso di inglese. Che dire 5 giorni tra altopiani tra i 4000 e i 5000 mt, che sembrano la Mongolia, montegne di una bellezza che non riesco a descrivere, geysers, lagune con fenicotteri rosa, vulcani, la Reserva de Fauna Andina Avaroa e il superbo, incredibile Salar de Uyuni. Fuori dalla "civilta'", niente telefono, niente internet, e niente...docce, si dorme in villaggi sperduti in mezzo al niente. E' stata una vera e propria avventura. Il secondo giorno la macchina ha avuto un guasto all'impianto elettrioco e non partiva piu', abbiamo dovuto spingerla per 2 km fino a che un camion di operai non ce l'ha trascinata a S Antonio de Lipes un paesino di centottanta anime e cinquecento lama. Abbiamo dovuto aspettare la mattina successiva perche' arrivasse un'altra auto. Questo ci ha dato la possibilita' di vivere la vita di un villaggio andino per un giorno. Ho fatto due passi e ho trovato al scuola, oddio, una stanza di 7 mt per 4, c'e' solo la maestra, mi spiega che lavorare qui e' durissima...16 studenti, tutti di diverse eta' e molti bambini nelle (meravigliose) montagne qui attorno che non vanno a scuola perche' devono badare al bestiame. Poi ho approfittato per fare dei rammendi con le donne del paese, con il classico vestino chola (cioe' la bombetta le trecce nere la gonna e lo scialle con bimbo incorporato9 mi prendono per il sedere, anche se parlano Quechua mi pare palese. E poi ci sono i bambini, ridono e poi scappano, mi guardano come un marziano. Guy dice che questo posto e' "Il Nulla" ma per me e' davvero molto. Torniamo al tour...davvero non trovo le parole, ho avuto spesso la sensazione di non avere visto nulla di piu' bello in vita mia. Certo l'argentina e' un paese meraviglioso, per chi ama la natura e gli spettacoli che propone, ma la Bolivia, per quanto visto finora, e' un vero e proprio paradiso.

Un abbraccio

sabato 22 marzo 2008

Il Nord

Cordoba e' gia un Ricordo, un buon sapore che rimane in bocca. Un pensiero vagande fra le sue strade affollate. Una bella citta' Cordoba, autentica, ma sopratutto sono belle le persone che ci trovo: Helena finlandese, lavora per un progetto FAO in Nicaragua, Karl, from Leicester, il poliziotto backpackers, Josep, catalano, che e' in sudamerica da ottobre e mi da un bel po di dritte per il Peru'. E poi Alejandro e Dario, due fratelli da BAires che sono qui in macchina, vanno fino al confine con la BOlivia e mi chiedono se voglio un passaggio. E che noo!

Salendo al nord i iniziano ad affollare il panorama, il verde diventa splendente, intenso e poi si basta guardare le facce della gente, gli occhi il colore della pelle, i nasi, per capire che la Bolivia e' sempre piu' vicna. Viaggione di sei giorni, ma ovvio, ne vale la pena! Tappa a tucuman, dove all'ostello sono l'unico "straniero" e tuttigli altri di Baires mi prendono per il culo, mi chiamano TANO (come chiamano, qui, gli italiani). Poi si va a Salta, la citta' piu' bella d'argentina, circondata da colline color smeraldo, con i suoi edifici coloniali, le chiese colorate e poi la sua musica la vita notturna. Dai bagordi di salta si passa a Cachi, un paesino, molto bello, che per raggiungerlo ci mangiamo la polvere per mezza giornata, ma ne vale la pena, paesaggi mozzafiato, davvero non mi ricordo una strada piu bella, e poi...il condor...ci passa 30 metri sopra la testa...

venerdì 14 marzo 2008

Mendoza

Un'altra gita organizzata, ma d'altronde, se non si dispone di coche e si vuole vedere qualcosa, non ci sono altre soluzioni. Devo dire, tra l'altro, che la guida e' molto brava e ne sa. Parada al Puente de los Incas, davanti all'Aconcagua (la vetta delle americhe, 6970 mt) e poi il minibus che si inerpica su una strada improbaile che ci porta al Ceristo Redentor, un monumento alla pace tra Cile e Argentina a 4000 mt di altezza, ma piu' che altro un osservatorio da brividi sui 6000 della cordigliera Chileno argentina! Parliamo di Mendoza, potrebbe tranquillamente essere una citta' italiana, davvero, mi rendo conto sopratutto nelle citta', che questo paese assomiglia terribilmente al nostro, gli stessi problemi, la stessa gente, la stessa classe politica incompetente! il mio hostal e' un delirio di Yankees che stanno tutto il giorno, e tutta la notte in piscina a bere BUDWEISER!
Nella mia stanza siamo in 14, ma la cosa incredibile e' che non vedo mai nessuno, come se avessi un fuso orario diverso dagli altri...mah, voglia di Bolivia, di qualcosa di diverso, potrei andare direttamente a Tucuman, ma mi lascero' traviare da Cordoba (scusate ma questo nome suscita sempre in me un brivido), tutte le persone mi dicono di andarci, anche Natalia, che e' di Baires e' mi ha scambiato per un argentino ( sono troppo orgoglioso!).
Vamos a Ver

PS x GIGIO e ANDY: in giro per Cordoba, la sera cosa consigliate, pantaloni lunghi?

giovedì 13 marzo 2008

Vulcani e vulcani

Bus tra Malargue y Mnedoza, 6 ore, una scoreggia in confronto agli ultimi viaggi. All'"Autogrill" la sciura affetta salame al momento. Ieri, tutto giorno al Parque Provincial Payunia, 400 km su fuoristrada, in sette, eta' media 65 anni. Il parco e' qualcosa di eccezionale ( http://es.wikipedia.org/wiki/Reserva_Provincial_La_Payunia ), una concentrazione di coni vulcanici unica al mondo. Un'associazione Italiana, Ardito Desio, ha scoperto la gettata lavica piu' lunga del mondo, 180 km (la seconda e' 80), anche la Nasa sta studiando questo avvenimento. La cosa che piu' mi impressiona sono i colori, ma sopratutto i contrasti tra di essi. Intere montagne nere, coperte qua e la da cespugli letteralmente arsi dal sole, color giallo intenso. E sopra questa distesa giallo nera, che poi diventa solo nera spunta il Murado, esemplare forma conica, di un acceso rosso rame. Non capisco come questo parco non sia tra le attrattive principali dell'argentina, nella sua diversita' non ha nulla da invidiare al Perito Moreno o al Parque Glaciares, ma in realta' ne sono contento almeno qui non ci sono orde di turisti lonelyplannati o routardati, come il sottoscritto. Fra un po di anni temo che le nere piste del Payunia saranno invase da fuoristrada e macchine digtali alla smaniosa ricerca di guanachi e nandu'.
Ritorno a Malargue, stanco morto, faccio due chiacchere con una ragazza del Vermont e lo scienziato francese, gli unici altri due ospiti dell'Hostal New Patagonia. A Malargue o stai in hostal o vai all'internet cafe', non ci sono altre possibilita'. Voglia di un po di baldoria, a Mendoza ce ne sara' l'occasione. Scrivete!

lunedì 10 marzo 2008

Maldida Malargue

Malargue, ancora, per il maltempo hanno cancellato l'escursione alla laguna e qui non c'e' un osti da fare. Mi alzo tardi faccio colazione con due argentini e uno scienziato francese che mi dice che a due passi c'e' un osservatorio astrofisico, visita guidata alle 17. Bighellono, vado dal barbiere, un vero barbiere.

Malergue ovvero il Nulla

Malergue e' una citta' sull'altopiano, la forma e quella dei paesi del Far West, ovvero si sviluppa in lunghezza, lungo la strada principale, case negozi, nulla piu'.L'"Attrattiva principale" e' l'orologio che vedete in foto. Sono qui perche' e' da qui che si partye per il parco Palanya, una serra di vulcani e canyon. Arrivo alla una, l'ostello e' carino ma un mortorio. La sera decido di uscire a cena, entro in un ristorante, c'e' solo un avventore, mi fanno accomodare in un tavolo, da solo. Dopo due minuti chiedo al tizio se secondo lui c'e' una buona ragione per la quale non si possa sedere allo stesso tavolo e far quattro chiacchere. Si chiama Stefan, abita a Berlino, cena a base di agnello al forno e una chiaccherata molto piacevole. Anche lui sta viaggiando da solo, per la prima volta, ma va nell'altra direzione. Alle undici sono a nanna che e' stata una giornata faticosa.

Ancora Bus Bus Bus

Preso il pulman per Malargue al volo, correndo furoi dall'hostal per salire sul taxi e sistemarla li, secondo me il taxista pensava che scappassi da un marito furioso che mi aveva sorpreso con la moglie. Salgo dopo 2 giorni di camminate acqua sole e sopratutto senza aver tempo di fare la doccia, puzzo come un guanaco morto da 6 giorni, quando mi rimetto le scarpe ai piedi si alzano tutti a farmi un applauso e l'autista ferma il bus e fa 4 salti mortali che neanche OBA OBA Martins. Ho 14 ore di viaggio, finche c'e' luce si vede un paesaggio mozzafiato....
Alla mezza organizzano una tombola sul bus, come le gite parrocchiali, cerco di animare la competizione, impreco, gioisco, vince un tizio cileno, una bottiglia di vino, io gli mostro ridendo il mio bicchiere vuoto, ma non c'e' verso

Dintorni di Bariloche

Camminando lesto per la selva, ma un muro di canne mi impedisce di soddisfar li bisogni miei...ah vedo un pertugio e mi ci infilo lesto come sparviero. Le mie pudenda gioiscono, lascive, e sento un rumor come di rivol d'acqua, prossimo al mio corpo rannicchiato, "non e' roba mia!" penso, e difatti incomincia a piovere e io ho ancora 15 km prima di arrivare alla fermata dell'autobus che mi riporta a bariloche. Sono due gironi che cammino nel parco, ieri per 6 ore non ho incontrato anima. Dal cerro catedral camminato sulla dorsale della montagna (in spagnolo si dice "CARESTEO" che secondo me rende di piu'), intorno solo rocce rosse e sabbia...poi dopo una discesa che il gigio mi maledirebbe per anni e anni ci si imbatte nella foresta, torrenti dappertutto, un verde accesissimo e tutto il sentieri circondato da canneti. Il rifugio Jacob e' un rifugio vero, no acqua corrente, e nemmeno quella elettrica, di corrente, cosi' si mangia un gulash strepitoso a lume di candela e si chiacchera, felice finalmente di poter trovarmi qualcuno di fronte. Tavola multietnica: 2 signori argentini, due ragazze inglesi, un tedesco alto due metri (ma gli avranno tirato le gambe da piccolo? ma cosa gli davano da mangiare?...) e un francese.
Tazza di te e a letto presto, ciauuu

domenica 9 marzo 2008

El Bolson

Prima di tutto vorrei precisare che Bolson non e' vicino a Sandrigo. E' una cittadina, colorata e vagamente hippy. Il posto giusto per riposare dopo 28 ore di bus, c'e' un mercatino artigianale di prodotti bio, e poi case colorate, gente molto rilassata. Vado a fare una scampagnata con Paula e Mar, la voglia di camminare non e' molta e allora facciamo autostop, un tizio ci porta nel posto piu bello della valle, dove il Rio Blanco incrocia il Rio Azul. Verde e acqua che scroscia, ogni tanto qualche gaucho passa il fiume a cavallo. Le chiche sono molto simpatiche, mi offrono te e biscotti. E' una giornata in cui sempbra tutto facile, e ci si puo dedicare completamente allo sciallo. Paula fa la cuoca e adora i vini italiani, mi da una lista di aziende, cosi' quando arrivero' a mendoza non saro' impreparato. Sulla strada ci fermiamo ad una baita, producono birra artigianale e hanno un giardino enorme, chiacchere e relax, in piu' i tizi organizzano li X li un minibus per il centro di El Bolson, bisogna solo spostarsio dal tavolo al furgone.....

giovedì 6 marzo 2008

BUS BUS BUS

...sempre bus, 28 ore, da El Chalten a El Bolson!!!!! Ore ore di paesaggio sempre uguale, senza vedere una luce una casa senza vedere niente che non sia terra cespugli, colline quasi piatte. Al sud della patagonia, tra una citta' e l'altra ci possono essere anche 400 km! Sul pulman un ragazzo francese che ha vissuto a Napoli, parliamo della citta', bellissima. A El Bolson arrivo alle sei di mattina, c'e' buio (il sole sorge alle otto e trenta) e nessuno per strada, saluto Dan, spero di poterlo andare atrovare a LA, un giorno o l'altro, ci piacerebbe fare del trekking insieme.
El Bolson e' una cittadina tranquilla, vagamente hippye, voglia di riposare. Vado all'hostal, c'e' una señora, Eugenia, mi adotta subito, mi aiuta a fare il bucato e mi presta ago e filo per i rammendi. La mia camera e sotto un porticato, di fornte ad un roseto, niente male.
Niente foto, bisogna ancora aspettare per quelle, ma le mettero'....

El Chalten

Dan viene con me a el Chalten, rivedo 3 ragazze australiane con cui avevo bevuto del buon vino Tinto nel refugio chileno al Parco Torres del Paine, adesso stanno un po sulle loro, ma forse sono io che non ho dell'umore giusto. Dan ha deciso di venire conn me al parco de Los Glaciares, ultimo pezzo della piccola famiglia che si era creata, sono contanto, non ho voglia di stare da solo in questi giorni. Campeggiamo per tre giorni e due notti, nel parco non ci sono rifugi, niente il rapporto con la natura non puo essere piu' pieno di cosi'. Fa freddo sopratutto il primo giorno, e di notte, poco distante dal ghiacciaio. La mattina ci si alza prima che e' ancora notte, per vedere l'alba sul Cerro Fitz Roy, un'esperienza che non potro' mai dimenticare mai visto il vento giocare cosi' con le nuvole e poi le pareti del fitz roy che diventano rosse...(appena Dan mette il video su youtube vi mando il link). Dan e' davvero un grande, fa lo scultore a LAngeles e ci tiene a parlare dell'altra America, che noi non conosciamo, ma che c'e', ha uno zaino da autostoppista anni 80 e da li dentro viene fuori di tutto. Cuciniamo, la pasta AVE MARIA (la marca) diventa una preghiera, esaudita direi, Danny la battezza AVE MARIA FRESCO ( o meglio...FRESCOU), la ricetta e' irripedibile...per fortuna.

Perito Moreno

27 febbraio
Afiitttato una macchina, una mitica fiat uno Bianca, come la mia prima auto! Che emozione! Io ragnhild e jeannie, la ragazza francese di cui sotto. Da Calafate al Perito Moreno, 70 km di di meraviglia, guidare e' stato un piacere come poche altre volte. E poi il perito Moreno, un ghiacciao vivo, che si muove, che parla, mai visto niente di simile, credo di essere rimasto ipnotizzato, per due ore a guardarlo senza riuscire a volgere lo sguardo. Abbiamo trovato Dan e Lauren, due ragazzi americani che erano al Torres del Paine, la sera abbiamo cenato tutti insieme, sensazione come di piccola famiglia....
28
Ragnhild parte per baires....ma questa e' un'altra storia, che va da se

martedì 4 marzo 2008

EL Chalten, Appunti Sparsi

Freddo, freddo Maledetto, ieri sera al campeggio. stamane sveglia prima dell'alba, salita al buio e si arriva davanti al Fitz Roy, imponente, altezzoso, che fa il prezioso e si fa nascondere dalle nuvole che si muovono ad una velocita pazzesca. Parco Glaciare Norte, El Chalten, io e Dan, ragnhild e' tornata a Baires, ma questa e' un'altra storia. Daniel fa lo scultore a LAngeles, e' organizzatissimo, dal suo zaino di autostoppista anni 80 esce di tutto. Ieri dopo triboli infiniti per il biglietto del pulman, fatto provvista e partiti, il parco non ha nulla da invidiare al Torres del Paine, preso acqua e cucinato la pasta AVE MARIA, piu¡ che una pasta una preghiera, forse solo il Giamba potrebbe apprezzarla, ma ho dei dubbi. Oggi invece il sole ci sta addosso, grazie

Puerto Natales- Calafate Appunti di Viaggio

Ancora pulman che va, lui a questi paesaggi ci e' abituato, ma io ancora no, mi stanano, non capisco come si possa snon stare attaccati al finestrino. Dio mio come vorrei avere un'auto e fermarmi in mezzo a questo nulla! ma di macchina ho solo quella fotografica, che freme etra un po esce dalla Coronel Tapiocca e si mette a fare foto da sola! Intanto Ragnhild e' una pazza, per fortuna, parla con tutti, adesso sta facendo vedere il suo libro sul cile, in DAnese!!! Vabbuo', mi attacco al finestrino!