Sabato mattina, aria frizzante, temperatura e grado d'umidita' perfetto come al solito {non per ninete Cochabamba la chiamano la citta' sell'eterna primavera}; sono 9 giorni che sono qui e sento dentro un'irrequitudine, vorrei spostarmi a nord, partire, ma devo terminare il corso di spagnolo. Cosi provo a sedarmi con la gita del week end. Ero un po assuefatto dal grigio paesaggio cittadino e riscopro con piacere le amenita' {Giulio, tu mi capirai} del paesaggio montano, verde e rosso sono intensi come non mai.
Parto per Oruro, quattro ore di bus da qui, assieme a Potosi' una delle citta' storiche della Bolivia, una storia simile, caratterizzata dalle miniere di argento e stagno. Anche la topografia e' simile, entrambe sono arrampicate sul Cerro dal quale si estraggono i preziosi metalli. La citta' e' l'apice nord occidentale di un immenso altopiano che si estende ad ovest fino al deserto di Atacama e a Sud all'Argentina Settentrionale.
Ai suoi piedi, un tappeto enorme, brulicante di donneuominianimali si srotola verso la pianura: e' il mercato delle bestie!
Ebe, una volontaria ticinese che lavora qui alla casa di Danilo mi consiglia caldamente un posto dove dormire, arrivo, chiamo il numero datomi credendo che si tratti di un hostal. Mi risponde Jose', un po perplesso, pare quasi sorpreso che qualcuno gli chieda una stanza; vabbuo', attribuisco il fatto alla bassa stagione, in effetti non incontrero' un'altro "gringo" per tutto il week end nelle strade cittadine. Appena giungo alla casa, si svela l'arcano! Jose' non gestisce nessun hostal, da quello che ho capito fa il guardiano di una casa in stile tedesco, di proprieta' di un alemanno, in cui vi sono alcuni appartamenti in affitto, un giardino d'infanzia e un bel negozio d'artigianato. Nelle stanze rimanenti, la casa e' enorme e molto bella, Jose' ha allestito un Cafe' che la sera attira i giovani della Oruro alternativa.
Ad ogni buon modo, l'indio non fa una piega ed in men che non si dica ha allestito un giaciglio nella veranda. X una notte va piu che bene!
Gironzolo per il casco historico, tra le bancarelle del mercato e salgo sul Cerro per vedere il panorama cittadino. Perdo la cognizione del tempo, e quando decido che e' ora di mangiare quasi tutti i ristoranti sono chiusi. E che caz, sono le nove e mezza!!
Ritorno al Cafe' Jose', c'e' una bella atmosfera, suonano dal vivo, passo la serata con alcuni volontari di una ONG canadese: Juliet, Sebastian e un'altra di cui non mi ricordo il nome.
Mi risveglio, e dopo una lauta colazione american style provo a far due passi, mi accingo ad entrare in una calle ma vengo travolto da una fiumana di gente che avanza in direzione opposta alla mia! E' la corsa podistica per i ragzzi di Oruro, o di tutta la Bolivia , a giudicare dal numero. Accenno un tentativo di avanzata che rimanda a scene di fantozziana memoria per cui decido che e' meglio farsi portare dalla marea, e la marea mi porta dritto in piazza, e dove senno'! D'altra parte e' domenica mattina e nella plaza principal sono riunite le maestranze di tutte le categorie: scuola, esercito, polizia, chiesa, genitori...mancava giusto il Gringo...ECCOMI, Here I'm!
lunedì 14 aprile 2008
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1 commento:
dispiace a tutti noi per il risultato politico spero che tutto questo non ti tenga lontano da casa.Riguardo alla tua gita a Ururu abbiamo immaginato la scena di tutta quella gente che ti spinge indietro e ci siamo fatti delle grasse risate. Ciao bacioni mamma e papa'
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